Una tavola elegantemente apparecchiata per 12 persone: è il banchetto funebre in onore della “Baronessa”. Saro, uno chef di grande fama, ha accettato di preparare personalmente il menù per questa particolare occasione; dodici portate, dodici piatti diversi, dodici antipasti, dodici primi, dodici secondi, dodici dolci. Non ci sono camerieri a servire perché Saro non vuole estranei in quel salone, per lui così caro e gravido di ricordi; sarà lui stesso a riempire la lunga tavola con le diverse portate.
Al centro un posto apparecchiato con piatti, posate, bicchieri particolari, diversi dagli altri; anche la sedia è unica, sembra un trono imbottito di velluto rosso e trapuntato d’oro. Saro ha convinto il suo amico e socio Carmelo a seguirlo in questa serata particolare; pur riluttante Carmelo si è convinto e così i due sono all’opera.
La preparazione del banchetto funebre procede tra discussioni e litigi creando una miscela esplosiva che si traduce in scontri verbali dagli esiti a volte comici a volte drammatici, ma sempre di alto livello gastronomico. Ciò deriva ovviamente da due culture, due filosofie, due visioni del mondo, non solo culinario ovviamente, che, attraverso le loro dispute, raccontano la Sicilia, le sue origini gastronomiche, passando da Archestrato di Gela, capostipite dei cuochi poeti e filosofi, fino a Brancati e Camilleri, passando per l’Abate Meli, De Roberto, Verga, Tomasi di Lampedusa, Vittorini. In fondo a entrambi ci sono i colori , i sapori .gli odori, i suoni, le delicatezze e le asperità, della loro Sicilia.
Alla fine della lunga disputa Carmelo chiede per l’ultima volta il motivo per cui Saro ha accettato di sottoporsi a quella fatica così sproporzionata che non ha compenso adeguato; e Saro messo alle strette ammette che non c’è alcun compenso in quanto il motivo che lo ha spinto a quell’ultima cena in onore della Baronessa è… qualcosa che scoprirà chi vedrà lo spettacolo
Durante lo spettacolo Carmelo Chiaramonte preparerà realmente alcune specialità siciliane che verranno servite agli spettatori alla fine della recita. Carmelo è uno chef in ascesa nell’olimpo della ristorazione nazionale, irrequieto, creativo e fantasioso sempre alla ricerca di ricette e soprattutto di profumi, di odori, di sensazioni che prima del palato devono stimolare l’olfatto, arrivando al cervello prima che allo stomaco; Carmelo ricerca la Poesia del cibo, e scava nel passato della sua terra siciliana sempre cercando antiche ricette andate perdute.
Al centro un posto apparecchiato con piatti, posate, bicchieri particolari, diversi dagli altri; anche la sedia è unica, sembra un trono imbottito di velluto rosso e trapuntato d’oro. Saro ha convinto il suo amico e socio Carmelo a seguirlo in questa serata particolare; pur riluttante Carmelo si è convinto e così i due sono all’opera.
La preparazione del banchetto funebre procede tra discussioni e litigi creando una miscela esplosiva che si traduce in scontri verbali dagli esiti a volte comici a volte drammatici, ma sempre di alto livello gastronomico. Ciò deriva ovviamente da due culture, due filosofie, due visioni del mondo, non solo culinario ovviamente, che, attraverso le loro dispute, raccontano la Sicilia, le sue origini gastronomiche, passando da Archestrato di Gela, capostipite dei cuochi poeti e filosofi, fino a Brancati e Camilleri, passando per l’Abate Meli, De Roberto, Verga, Tomasi di Lampedusa, Vittorini. In fondo a entrambi ci sono i colori , i sapori .gli odori, i suoni, le delicatezze e le asperità, della loro Sicilia.
Alla fine della lunga disputa Carmelo chiede per l’ultima volta il motivo per cui Saro ha accettato di sottoporsi a quella fatica così sproporzionata che non ha compenso adeguato; e Saro messo alle strette ammette che non c’è alcun compenso in quanto il motivo che lo ha spinto a quell’ultima cena in onore della Baronessa è… qualcosa che scoprirà chi vedrà lo spettacolo
Durante lo spettacolo Carmelo Chiaramonte preparerà realmente alcune specialità siciliane che verranno servite agli spettatori alla fine della recita. Carmelo è uno chef in ascesa nell’olimpo della ristorazione nazionale, irrequieto, creativo e fantasioso sempre alla ricerca di ricette e soprattutto di profumi, di odori, di sensazioni che prima del palato devono stimolare l’olfatto, arrivando al cervello prima che allo stomaco; Carmelo ricerca la Poesia del cibo, e scava nel passato della sua terra siciliana sempre cercando antiche ricette andate perdute.
Filed under: CAPONATAEVENTI, CURIOSITA' GASTRONOMICHE, TEATRO Messo il tag: | carmelo chiaramonte, il timballo del gattopardo, TAORMINA ARTE, teatro






















