Marzamemi… Suruq in Piazza!

Soffia un vento piacevole sulle sere e sulle notti di Marzamemi, il Suruq!

Il vento caldo da Sud-est, proveniente dall’Africa, che si arricchisce di umidità attraversando il Mediterraneo, alla “levata del sole”, da oggi, oltre a scaldare le notti marzamemine porta con sè nella magnifica Piazza Regina Margherita del borgo marinaro in provincia di Siracusa una bella novità :

il Suruq appunto, un Cocktail bar nato dall’amore per i luoghi e dalla tenacia di Enzo, Antonio e Ida Garrano. 

Marzamemi è il suo mare, la riserva naturale di Vendicari e le sue suggestive calette e spiagge incontaminate di sabbia dorata e d’acque cristalline.

Marzamemi è la “balata”, la banchina della “movida” del porticciolo.

Marzamemi è il tonno, vera ricchezza del luogo insieme al tanto decantato pomodorino di Pachino (cittadina a 3 Km di distanza), che qui trovano gustose trasformazioni conserviere.

Marzamemi è la sua Piazza con il palazzo del Principe di Villadorata, la chiesa della tonnara e le casette dei marinai.

Marzamemi è la voglia di vacanze, meta e appuntamento fisso per turisti e vacanzieri, che si dividono tra mare e divertimento.

Da ricordare l’appuntamento  con il Festival del Cinema di Frontiera che anche quest’anno si svolge l’ultima settimana di luglio.

Ma torniamo al Suruq.

Tra Mojti, Americani e Bollicine  accompagnati da cucunci (frutto del cappero) e dalla tradizionale “scaccia” o “vota vota” (“volta, volta”..  sfoglia di pasta di pane farcita arrotolata su se’ stessa e la cui farcitura puo’ essere di vari tipi: pomodoro e formaggio; pomodoro, formaggio e cipolla; pomodoro e melanzane; ricotta; ricotta e cipolla; ricotta, cipolla e salsiccia; prezzemolo, cipolla e salsiccia, notevoli quelle del Bar Puccia a Pachino), la serata trascorre in modo piacevole.E poi se volete fare davvero tardi dj set e buona musica fino a tarda notte!!!!

Tanta gente, buona musica diffusa in modo discreto e non invasivo, qualcuno prosegue anche per cena approfittando di stuzzicanti piatti freddi che “parlano” del posto, pomodori ripieni, antipasti con affettati di tonnara e fresche insalate, il nuovo arrivato mille foglie con mozzarella di bufala, affumicati di pesce e arance e l’indimenticabile tortino di feta pomodorini e  basilico. E poi si mangia a qualsiasi ora!!!!

 

Tutto semplice e gradevole, preparato da Ida che da buona padrona di casa si destreggia tra bancone e tavoli.

Della vena artistica dell’altro padrone di casa ci parlano gli arredi del bar, vere e proprie istallazioni geniali, che mostrano il lato creativo  del buon Enzo. 

Davvero un ottimo inizio per il Suruq e l’unico augurio è: un milione di queste serate!

Noi proseguiamo spostandoci di qualche metro, perchè nella stessa sorprendente Piazza si affaccia La Taverna Cialoma.

Anche in questo caso il nome custodisce storia e tradizione.

Cialoma è  il canto della mattanza, accordato all’unisono, perché le operazioni dei tonnaroti procedano uniformi e si concludano col ritiro delle reti e la cattura dei pesci.

È un misto di carezze, di punture, di preghiere, che nel momento della cantilena sotto il peso dei tonni che si dibattono sotto i colpi mortali di accette e di uncini ferrati, assume iati ed urli selvaggi.

Noi ammaliati dal canto ci accomodiamo, consumando una cena semplice ma particolarmente gustosa.

Tra i piatti da segnalare, un tortino di ricotta sormontato dalla polpa di ricci, ma dalla cucina “a vista” la signora Lina si distingue per i suoi ottimi primi e secondi dove protagonisti sono sempre il pescato del giorno e i prodotti della terra così generosa.

E, pian piano, dal menù i piatti scompaiono, proprio perchè si mangia ciò che c’è, ulteriore attestato di genuinità e serietà.

Continuiamo la nostra serata “no global”, ma assolutamente “local” bevendo un vino di una cantina del luogo, uno Chardonnay Espressione IGT Rudinì affinato in barrique, davvero buono.

La cantina si trova a Pachino e merita una visita.

Il clima caldo, i venti di scirocco, i terreni salmastri e le scarse piogge creano un microclima particolare che favorisce la coltivazione della vite, tant’è vero che qualcuno cerca l’origine del nome Pachino in Pakus-òinos, la terra del vino buono! Tra le note di questo vino armonico, sapido, molto forte, riscopriamo tutte la sfaccettature di questo angolo di paradiso, dove all’armonia ed alla bellezza dei paesaggi, si mescola in una  blend di perfezione la dignità dei suoi sapori e la forza delle genti che con fatica e determinazione sono riuscite nel tempo a rendere questa terra davvero impareggiabile e indimenticabile.

I ricordi stasera si fanno propositi per l’indomani, il mare di Vendicari ci aspetta… buonanotte.

          

Suruq – Piazza Regina Margherita, Marzamemi (Pachino-SR)

Taverna La Cialoma – Piazza Regina Margherita, Marzamemi – 0931 841772,

Cantina Rudinì – Contrada Camporeale Pachino (SR) – 0931 595333

Bar Puccia- Via Trieste 22, Pachino

Una Risposta

  1. Grande gianfri!!!

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