Insalata tiepida di orzo e cavolo nero, polpo affogato al vino rosso e porro croccante

“Non riesco a sopportare quelli che non prendono seriamente il cibo”

 Oscar Wilde  (scrittore drammaturgo irlandese)      

Qualche settimana fa mi telefona il Direttore “Ciao Bianca, mi servono due ricette del cavolo!” ..momento di silenzio “Cosa???”  Ma lui sorridente  mi spiega della nuova iniziativa del gruppo Cronache di Gusto, rivalutare e parlare del cavolo?? …Ci sto!!

In effetti non è una verdura che cucino volentieri, anzi a volte la snobbo, ma le sfide culinarie sono pane per i miei denti e così mi impegno, ma la mia mente non partorisce nulla. Finchè dopo un paio di giorni, durante la mia solita spesa, incontro delle cimette di cavolo nero..rimango ferma a guardarle e ricordo di un’ottima zuppa mangiata in Toscana (ribollita), lo acquisto pensando che qualcosa verrà fuori. Una volta a casa, comincia a nascere nella mia mente il piatto, penso di usare l’orzo ma in modo diverso, facendone un’insalata tiepida, e poi vorrei abbinare qualcosa a base di pesce ma dal sapore deciso, quindi mi convinco che del polpo affogato al vino possa essere l’abbinamento giusto, e immaginando l’impiattamento farò del porro croccante che mi darà un effetto scenico.

La domenica preparo il piatto con uno stile tutto “work in progress”, ma alla fine ho davanti il frutto delle mie immaginazioni, e mentre inizio a fotografarlo con lo stesso stile di un servizio di moda (ma purtroppo ho ancora tanti limiti) scopro mio marito con un pezzo di pane a far scarpetta nella pentola di coccio piena del sughetto di polpo e mia figlia assaggiare l’orzo con il cavolo ancora caldo in padella (fantastica conquista), ed entrambi mi danno un grande ok per i sapori….quale soddisfazione migliore!!!

INGREDIENTI (dose per 4 persone)

Cavolo nero (un mazzo di cimette)

Orzo perlato 200 grammi

Polpi piccoli 4

Pomodori datterini

Vino rosso 1 bicchiere

Aglio

Cipolla rossa 

Porro

Peperoncino

Alloro

Farina OO

Olio di semi di arachide

Olio evo

Sale e pepe qb

1) Lavate bene i polpi, che avrete già fatto eviscerare dal vostro pescivendolo, quindi, in una pentola di coccio fate rosolare l’aglio intero e mezza cipolla rossa in poco olio evo.

2) Aggiungete il peperoncino ed i polpi continuando a rosolare, dopo pochi minuti versate qualche spicchio di datterino tagliato e senza semi, le foglie di alloro ed il sale. Versati il vino rosso, abbassate la fiamma al minimo e cuocete per circa un’ora.

3) Affettate mezzo porro ad anelli sottili, tagliate le foglie del cavolo a striscioline e fate rosolare il tutto in padella con olio evo. Cuocete per circa 30 minuti, aggiungendo di tanto in tanto poca acqua (deve rimanere abbastanza croccante). A fine cottura versate i restanti datterini a spicchi e senza semi amalgamando il tutto e spegnete.

4) Cuocete l’orzo in abbondante acqua salata, scolatelo e fatelo saltare in padella con orzo e pomodorini ed un filo di olio evo.

5) Mettete l’olio di arachide in un pentolino a bordi alti, affettate verticalmente il restante porro, passatelo in poca farina 00 e friggetelo pochissimi minuti in immersione, quindi asciugatelo ponendolo sulla carta assorbente.

6) Impiattate versando alla base l’insalata di orzo, sopra il polpo tagliato a pezzetti con qualche cucchiaio del suo sughetto, finite con il porro croccante.

Proprietà del cavolo nero: bassissimo potere calorico, alimento utile per la prevenzione di numerose forme tumorali, elevato contenuto di vitamina C, non contiene glutine.

L’abbinamento di Raffaello Maugeri:

In questa ricetta credo sia opportuno considerare che uno degli ingredienti, il Polpo, cuoce per un periodo abbastanza lungo a fiamma bassa con un vino rosso.

In questi casi a mio parere si deve tener conto dell’uso del vino in cottura e abbinare un vino rosso, non un Barolo o un SuperTuscan però! Una soluzione potrebbe essere abbinare una Schiava, diffusa in Alto Adige, vino non troppo corposo che non rischia di coprire e dominare sul piatto, anzi con un’acidità che potrebbe servire a sgrassare un pò…considerando sempre il vino utilizzato  in cottura, si potrebbe anche usare un nerello Mascalese (Etna rosso), o addirittura un Pinot Nero, con corpo medio ma allo stesso tempo alcool e tannini per contrastare una rilevante succulunza ed untuosità del piatto.

4 Risposte

  1. Inutile dire che la tua cucina mi affascina sempre di più! Questa te la copio per fare bella figura con gli amici!!!

  2. Bella Ricetta del CAVOLO!!!! Brava Bianca me gusta assai!!!

  3. Che bontà! Complimenti!

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