Mercoledì 8 febbraio, in giro per lavoro, mi trovo a Palazzolo Acreide (Sr), ed è già ora di pranzo. Potrei fare un “lunch” veloce ma la tentazione di provare la cucina dello chef Andrea Alì è tanta, troppa. Chiedo informazioni e tutti mi sanno indicare il suo ristorante, si trova proprio nel centro storico, e così posteggio e mi avvio a piedi guardandomi intorno, che bello questo paese e che tranquillità, il termometro segna 4°C e nell’aria c’è odore di pioggia, ma senza accorgermene mi ritrovo davanti all’ingresso, e leggendo la frase “sapori montani” mi convinco ancor di più della scelta.
Il locale si trova al primo piano , salendo le scale trovo una porta con una vecchia serratura ed una chiave inserita, la giro timidamente ed eccomi dentro.
La prima cosa che mi colpisce è la visione della cucina, a vista, moderna e ben organizzata, ed un profumo accattivante di pane appena sfornato. Mi siedo ad un tavolo vicino alla finestra, la sala è luminosa con volte in pietra bianca, sbirciando nella stanza accanto noto che lo chef ha creato una cantina a vista.
Aprendo il menù leggo con piacere questa frase “guardo il susseguirsi delle stagioni e prendo spunto per i miei piatti” , molti dei quali presentano ingredienti di produttori del presidio slow food. Sono due i menù degustazione , ed opto per “Passeggiata per la campagna Iblea” , assaggiando anche qualche piatto dell’altro.
Mi viene servito il pane preparato da loro, tutto molto buono, uno su tutti “il pane alle spezie” profumatissimo , con una predominanza del timo.
Una ricottina con sfoglia di pane croccante è il piatto di benvenuto, a cui fa seguito della crema di maiorchino con cipolla fresca e salame di suino nero siciliano.
I casarecci con funghi di stagione, fonduta di piacentino e fave di cacao tritate è il primo dei diversi piatti di pasta scelti, Andrea gentilmente mi spiega che il fungo si chiama “steccherino”, non lo conoscevo ma trovo che il suo sapore abbastanza delicato trovi un’identità grazie al contrasto con le fave di cacao.
Il piatto di maccheroncini verdi di finocchietto selvatico con salsiccia, pinoli, uva passa e mandorle tostate presenta tutti gli ingredienti che adoro, ed è per questo che non aggiungo altro se non che bisogna gustarlo in sacrosanto silenzio (Il commissario Montalbano insegna).
I ravioli al pistacchio di Bronte nella loro semplicità hanno una marcia in più per la delicatezza e sapidità del pesto preparato in casa.
Il maialino nero in crosta di pistacchio con cavolo cappuccio trova il suo punto di forza nella qualità della carne, e nell’ ottimo abbinamento con una verdura resa delicata dalla marinatura.
Il coniglio alla stemperata..a modo nostro è stato una rivelazione. Una sella di coniglio ripiena di verdurine ed aromi, un piatto dove la tradizione non viene tradita , ma il metodo di cottura ne fa la differenza.
E dulcis in fundo, la mousse di ricotta all’ olio di oliva e tartufo di Palazzolo Acreide, un must per lo chef, una goduria per il palato. L’olio fruttato, ma non invadente, si sposa con la ricotta ed il tartufo dal sapore delicatissimo.
Lo chef Andrea Alì il 23 febbraio sarà presente a “La prova del cuoco” con Antonella Clerici su Rai Uno.
Menù degustazione € 34,00
Ottima la cantina dei vini con buon rapporto qualità/prezzo.
Contatti: Ristorante da Andrea Corso Vittorio Eamanuele, angolo via Gabriele Judica n.4 Chiuso il martedì. Tel. +39(0)931.881488 – 338 8519092 e-mail: info@ristoranteandrea.it.
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