PRODOTTI E PRODUTTORI

Il Melone “Purceddu” d’Alcamo

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I meloni sono uno dei prodotti piu’ importanti e antichi dell’agricoltura Trapanese.

Seminati a Maggio, si raccolgono a partire dal mese di giugno e la loro caratteristica piu’ importante e’ la serbevolezza.

Ottimi fino a Natale e oltre (un tempo si conservavano fino a febbraio) con il passare del tempo diventano addirittura piu’ buoni: tradizionalmente, dopo la raccolta, si sistemavano sulle terrazze delle case oppure si appendevano ai balconi. Continua a leggere

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CAPONATAEVENTI

A Fera Bio

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Si rinnova l’appuntamento mensile con ” a  fera bio” mercatino equobiolocale a Catania, ogni seconda domenica del mese , DOMENICA 11 gennaio 2009 dalle ore 9,30  alle 14 al Parco dell’Istituto Tecnico Agrario F. Eredia , Catania, via del Bosco, saranno in esposizione Prodotti biologici, tipici e locali direttamente dai produttori agricoli, artigianato tradizionale, turismo responsabile,  commercio equo e solidale, solidarietà sociale, suoni e degustazioni

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NOVITA' CATANESI, PRODOTTI E PRODUTTORI

Tapallara…il primo G.A.S. a Catania

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Il G.A.S.(Gruppo d’Acquisto Solidare) Tapallara nasce dall’idea di un gruppo di persone, politicamente impegnate, di realizzare  un’associazione  culturale solidamente operativa sul territorio di  Catania  e provincia che preveda il  perseguimento di  una serie di  obbiettivi: Rilanciare, senza nessun isterico e/o patetico  campanilismo autonomistico, la coltivazione e la produzione di beni di ambito locale, mediante l’acquisto di prodotti della terra direttamente dai produttori; Continua a leggere

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PRODOTTI E PRODUTTORI

La Cipolla di Giarratana

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Da sempre il comune di Giarratana, negli Iblei, e’ noto per la produzione di cipolle straordinariamente dolci e dalle dimensioni molto grandi.

Bulbi dalla forma schiacciata, con tunica di colore bianco brunastro, polpa bianca, sapida, mai pungente, che pesano normalmente circa 500 g., ma che possono anche superare i due Kg. Ciascuna. Continua a leggere

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TELEVISIONE

Buon Appetito

di Michele Buono e Piero Riccardi

Attorno al cibo si gioca una partita decisiva per salvare il pianeta, ma noi occidentali sembriamo non rendercene conto, intenti come siamo a desiderare e servire sulle nostre tavole, in ogni stagione, uva e pomodorini pagati a caro prezzo.

Importare un chilo di asparagi dal Perù o un chilo di ciliegie dall’Argentina che viaggiano in aereo per arrivare nel nostro piatto, significa lasciare nell’atmosfera 6 chili e mezzo di anidride carbonica emessa dai carburanti fossili.

Paghiamo circa 8 euro al chilo le carote grattugiate contenute in una vaschetta di plastica, mentre a chi le produce costano solo 7 centesimi. A questo prezzo esorbitante si deve aggiungere anche il pedaggio che si paga alla natura con il massiccio uso della chimica, con l’inquinamento di aria, terra, acqua. Tutto questo per avere prodotti sempre sulle nostre tavole, ma anche sempre più cari, più scadenti dal punto di vista nutritivo e del sapore.

Sono solo due dei tantissimi esempi nei quali si racchiude l’ insostenibilità del modello economico dell’agricoltura e dell’industria del cibo, così come viene concepito in Europa e negli Stati Uniti.

Solo per coltivare, allevare, o produrre quello che diventerà il nostro cibo e portarlo sulle nostre tavole, emettiamo il 30 per cento dei gas serra, secondo i dati dell’ Onu del Millennium Ecosystem-Assesment, che fotografa lo stato di salute del pianeta.

L’inchiesta parte dalla domanda: cosa può fare concretamente l’agricoltura per invertire la rotta e salvare il pianeta?

Per rispondere, dobbiamo capire che non si può scindere l’agricoltura dal suo prodotto, il cibo, e come questo è commercializzato e distribuito sui banchi di supermercati e ipermercati di tutto il mondo. Se si vuole cambiare bisogna intervenire su questo tipo di sistema.

E qualcosa si sta muovendo in Italia. Le parole chiave sono: mercati locali, cibi e ristoranti a Km 0, Gruppi di acquisto solidale, agricoltura senza chimica sintetica e riscoperta delle antiche varietà di prodotti. Molti agricoltori stanno dimostrando che un’agricoltura pulita è possibile e non costa di più. E’ un cambio di paradigma, ma non c’è più molto tempo se si vuole salvare la nostra salute e quella del pianeta.

 PER SAPERNE DI PIU’:

      BUON APPETITO

 

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