BOTTEGHE E SPACCI, CAPONATA IN VIAGGIO, CURIOSITA' GASTRONOMICHE, TRATTORIE

L’Antica Focacceria San Francesco apre a Milano

focacceria

Dal 20 febbraio scorso, la storica  focacceria Siciliana sara’ presente anche a Milano per far riscoprire i sapori della buona cucina Siciliana Nata nel 1834 dal cuoco di corte dei principi di Cattolica, per piu’ di 100 anni ha rifocillato nobili, intellettuali e personaggi illustri,  tra cui Giuseppe Garibaldi che, con i suoi seguaci , si deliziava a suon di “sfincioni” e Marsala.

Simbolo di una generazione che non si e’ arresa alla mafia ed alla criminalita’, ora,  la storica Focacceria, sbarca con orgoglio anche a Milano. Continua a leggere

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I RISTORANTI DI CW, TRATTORIE

Nangalarruni – Castelbuono (Pa)

Visitato a pranzo Sabato 17/05/08

Mi ero sempre interrogato del perché un luogo così bello immerso nel Parco delle Madonie potesse chiamarsi Castelbuono? Penso al Castello…c’è… e deve le sue origini ai Ventimiglia, Signori della Contea di Geraci, i quali, agli inizi del 1300, decisero di costruirlo sul poggio dominante la cittadina. Ma perché buono… e non più logicamente.. bello! Cosa può avere di buono un castello?

Pensieri. Attraversiamo il Parco delle Madonie, provenienti da Cefalù, immergendoci in uno straordinario paesaggio assolato e finalmente primaverile, tra campagne odorose ed accese da macchie di ginestre fiorite. Bello, sempre più bello! Fin quando è proprio il Castello a presentarsi, poco minaccioso e dai colori che rievocano atmosfere Umbre e Toscane.

E l’impressione di ritrovarsi in un borgo medioevale del Centro Italia si fa sempre più decisa attraversando le stradine lastricate che ci portano nel cuore di Castelbuono.

Tutto molto bello… ma il buono? Lo troviamo subito… è l’obiettivo della nostra giornata (oggi oltre ad Ombretta ho coinvolto anche la mamma)… un piacevolissimo ritorno nella sinuosa via delle Confraternite che timidamente si affaccia sul corso Umberto I e che sembra custodire le bontà, i profumi ed i segreti della cucina di Giuseppe Carollo e del suo Nangalarruni.

  

Anzi sembra proprio sentirlo questo marranzano o scacciapensieri, le sue note stile pifferaio magico ci inducono ad anticipare i tempi, fino a ritrovarci seduti a tavola con abbondante anticipo sui tempi di prenotazione. L’ambiente subito accogliente, un benvenuto gentile, tutto già parla dell’amore e della passione per il posto e per il territorio. C’è la storia del fungo alle pareti, le epiche imprese di Giuseppe e dei suoi amici alla ricerca di straordinari Porcini, Ovoli e di un fungo buono e unico, il Basilisco; c’è la passione per i vini, che in una buona panoramica regionale e nazionale si mostrano, riscaldando l’atmosfera, preparandoci ancora più piacevolmente al pranzo; ci sono i riconoscimenti delle più importanti guide gastronomiche italiane ed internazionali. A casa di un amico, menù riccamente articolato e sempre legato alla stagionalità degli ingredienti, esordiamo con il classico e confidenziale: “fai tu!” Già dalla piccola cucina del piano terra sentiamo il dolce suono delle padelle in azione e nel contempo diamo un’occhiata al piano superiore, dove un’altra sala accogliente e dotata anch’essa di cucina si prepara all’arrivo degli ospiti. Iniziamo con un carpaccio di fungo Basilisco, verdure e caprino: il bianco e la purezza del Basilisco, mutuano la sua fama, buonissimo anche per consistenza e poi il caprino che profuma delle vallate appena attraversate, completa la semplice ma riuscitissima opera.

L’affinità elettiva tra cibo e territorio continua con la zuppetta di funghi porcini con una delicatissima spuma di ricotta, la cui sofficità si presta anche nell’accompagnare un simbolo della cucina “povera” e dei valori, Pane cotto e verdure di campo, che pur presentandosi sotto le spoglie di un elegante tortino, non può nascondere l'”umile” bontà dei suoi ingredienti. Ma la vera sorpresa, il piatto che non ti aspetti, arriva con il primo.

Pasta e patate con fonduta di Caciocavallo. Un piatto affettuoso, dove all’apparente semplicità dei protagonisti fa da contraltare la magistrale preparazione e  la  qualità dei prodotti.

Un ottimo tubetto rigato fatto rigorosamente in casa, una patata bianca soda e saporita ed un profumatissimo Caciocavallo che fa capolino dal fondo del piatto per arricchire di gusto il tutto. Semplicemente… perfetto.

Proseguiamo con l’altro protagonista incontrastato della cucina di Giuseppe Carollo, il maialino , allevato allo stato brado anch’esso magnifico figlio dei boschi madoniti.

Bocconcini di filetto con funghi, verdure di campo e patate, piatto sincero e abbondante, poca nouvelle cousine e molta sostanza come tiene anche a sottolineare il buon Giuseppe che ci raggiunge e amichevolmente si siede al tavolo con noi.

         

Se ti dicessero di fare il ritratto di un cuoco, con la passione ed il rispetto della gente e per la sua terra, disegneresti lo sguardo pacioccone e pacifico di Giuseppe, sottolineato da un baffo “malandrino“.

Un bel vedere ma anche un bel sentire.

Ci parla delle sue esperienze all’estero in Germania e Inghilterra (professionalmente valide, ma non tanto rimpiante) fino al suo ritorno a Castelbuono; ci parla dell’amorevole ricerca degli ingredienti e del suo rapporto amichevole con i fornitori.

Da qui il sostenere la filosofia della ” Cucina a Chilometro zero“, esemplificata da una frase che cito testualmente. “Io ai miei fornitori che mi domandano – Cosa vuoi? … rispondo piuttosto – Tu, che mi dai?”. A questo punto ti rendi conto che un’espressione del genere vale più di cento puntate di “Linea Verde”. Ma non finisce qui.

La suggestione per il discorrere di Giuseppe si moltiplica all’arrivo di un fuori programma: uno Stinco di maiale con ristretto di Nero d’Avola e miele! Bello a vedersi ma straordinariamente buono. In questo piatto c’è il riassunto della filosofia di uomo e di ristoratore di Giuseppe Carollo da Catelbuono.

Il segreto è tutto qui! I dolci presentano la novità di un semifreddo al pistacchio e la tradizionalità della cassata siciliana.

Assaggiamo anche un ottimo gelato al pistacchio, prodotto da un amico di Giuseppe a Cerda. Cappadonia, questo il nome di questo artigiano pasticcere che nelle prossime scorribande meriterà una visita, anche per non mancare di assaggiare il gelato al carciofo.

Giuseppe di contro ci dice di aver sperimentato, in un momento di “alcoolica creatività”, anche un gelato alla melenzana ed ultimamente anche al fungo! Sono già le tre, sarebbe bello continuare, ma è bene “liberare” il padrone di casa… soddisfatti e consapevoli che l’abusata definizione “Siamo quello che mangiamo”, con Giuseppe Carollo, trova sempre la sua vera essenza.

De Gustibus Q.b

Contatti:  Nangalarruni – Via delle Confraternite n°10 – Castelbuono (Pa) – Tel 0921 671428    

(foto d’archivio dello chef “Peppino” Carollo  durante una manifestazione svoltasi a Rocca di Caprileone qualche anno fa)

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CATANIA, TRATTORIE

Trattoria De Fiore – Catania

Visitato a pranzo Sabato 10/05/08

 Sabato stranamente fresco e ventoso per il periodo in cui ci troviamo, passeggiamo per le vie del centro storico, considerando quanto e’ bella la “nuova” via Teatro Massimo cosi’ come la piazza Bellini, con le sue belle installazioni.

Certo, non possiamo fare a meno di considerare come, in cosi’ poco tempo, il vandalismo e la sporcizia abbiano preso il sopravvento sulle bellezze architettoniche, diventando punti distintivi della bella piazza da poco tempo riaperta al pubblico dopo i lavori di ristrutturazione.

Imbocchiamo la Via Coppola e decidiamo di pranzare nella nostra trattoria preferita, forse l’unica ed ultima vera trattoria Catanese.

Entrando, rimaniamo subito sorpresi dalle pareti appena ridipinte di un giallo sgargiante che si abbina ottimamente con il blu delle tovaglie ai tavoli, anche questo una novita’.

Mi dirigo preoccupato in cucina ma…per fortuna…vengo rassicurato dal sorriso della Zia Rosanna ( non e mia zia ma la ZIA di tutti i suoi ospiti), che mi accoglie con la sua solita allegria e mi dice :“U locali u fici novu ma, nun ti preoccupari ‘ca a cucina e’ sempri a’stissa!”, bene, perfetto , sereni ed affamati, ci accomodiamo al nostro tavolo aspettando pazientemente che la zia ci mandi qualcosa al tavolo.

Mi permetto di dispensare qualche consiglio a chi non conosce questo posto e volesse decidere di provarlo: elemento fondamentale e’ il tempo…si proprio cosi, se ne deve avere a disposizione davvero tanto per godere a pieno della cucina della Zia Rosanna, infatti, i tempi di servizio spesso si allungano a dismisura, perche la Zia-chef prepara tutto al momento e col massimo della cura, nel contempo fa gli onori di casa e saluta i suoi ospiti, fa i conti e, nonostante il costante affanno, non evita mai di deliziarci con una delle sue canzoni, cantata in cucina tra una preparazione e l’altra.

Oggi andiamo un po’  di fretta, nel senso che non abbiamo piu’ di due ore quindi saltiamo il buonissimo antipasto e scegliamo due primi piatti e due secondi.

Inaspettato, arriva ugualmente un assaggio di antipasto, tutte preparazioni semplici ma gustosissime.

Procediamo con un piccolo assaggio di pasta con le sarde, seguito dalla nostra Norma e dalla pasta all’Arrabbiata.

        

La Pasta ovviamente e’ fatta in casa, ottimi maccheroni, lunghi e consistenti, accompagnati da condimenti sapientemente preparati al momento, seguendo le antiche tradizioni di famiglia.

Una Menzione speciale va all’Arrabbiata della zia, detto del tipo di pasta, il condimento e’ un esplosione di pomodoro, capperi, olive e peperoncino mixati  con maestria, per rendere unico un sapore semplice e “antico”.

Proseguiamo con le polpette di cavallo e la Fantastica Palermitana ripiena di Mozzarella, un must della cucina di Rosanna.

Per finire, zeppole fritte e caffe’ rigorosamente fatto con la Moka (ricordatevi di ordinarlo almeno con un quarto d’ora di anticipo).

Siamo pronti per andare, non prima di aver salutato con il solito “Vasuni” la fantastica zia Rosanna De Fiore, ultimo interprete di una cucina popolare Catanese che sta ormai per scomparire, lasciando spazio a finte putie di moda , che di tradizionale non hanno neanche il prezzo.

Dopo le recenti recensioni  sul “Gambero Rozzo” e su altre pubblicazioni di settore, il locale e’ spesso frequentato da turisti Italiani e Stranieri  che restano spesso affascinati dalla cucina e dall’ospitalita’ che trovano alla Trattoria del Forestiero ( cosi’ e’ sempre stata chiamata ).

Nelle fresche notti d’estate e’ anche possibile consumare il pasto nella caratteristica piazzetta antistante (Piazzale delle Belle) , un tempo dedicata a tutt’altro tipo di piaceri.

Contatti: Trattoria De Fiore – Via Coppola  - 95100 – Catania – tel. 095 316283

 

 

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