Carnet de Voyage (2) – I Bistrot dei grandi Chef

 

 

Nell’elegantissimo XVI, appena dietro il Trocadero e poco distante dal Museo di arte moderna riaperto a gennaio dopo i restauri, si nasconde un bistrot dagli interni modernissimi, pareti color ciclamino e tavole minimal chic, La Table Lauriston, dove apprezzare il talento dello chef Serge Barbey. Prezzi corretti e una scelta di piatti dove la qualità della materia prima, carni e verdure, prevale su tutto. Se si decide di passare la serata tra il nuovo Museo di arte moderna e il Palais de Tokyo, vetrina della scena artistica contemporanea francese, conviene prenotare uno dei tavoli di design del ristorante Tokyo Eat, all’interno del Palais de Tokyo. Cucina creativa leggerissima e un conto sotto i 30 € (tel. 0033.1.47.20.00.29). Attraversando la Senna verso l’area del Quai Branly, del Musée d’Orsay o del Museo Rodin, un’altra piccola perla da scoprire è il ristorante della Maison des Polytechniciens, Le Club, in un palazzo settecentesco. Offre una cucina di qualità, a prezzi ragionevoli (menu a 36 €). L’autentica via gastronomica del VII restarue Saint-Dominique, dove i fan di Christian Constant, grande chef che ha affilato le sue armi al Ritz e, soprattutto, al Crillon, hanno la possibilità di godere delle sue arti culinarie senza danneggiare troppo il portafoglio. Si può infatti scegliere al posto del suo lussuoso ristorante Violon d’Ingres l’assai più semplice Café Constant (tel. 0033.1.47.53.73.34) o, per gli amanti del pesce, Les Fables de la Fontaine. Vicino in rue Cler, c’è  uno dei migliori formaggiai di Parigi, Marie-Anne Cantin.

 

Si acquista uno speciale Roquefort e uno squisito Saint-Marcellin. Verso Saint-Germain, in rue de montalembert, proprio di fronte all’ Atelier di Robuchon, ecco il rinato ristorante Gaya dello chef Pierre Gagnaire, insignito nel 2006 della sua prima stella Michelin. La cucina è d’autore ma i prezzi restano ragionevoli. Proprio come accade nella nuova avventura di Yves Camdeborde, Le Comptoir du Relais, creatura a doppia faccia: bistrot di giorno, che non accetta prenotazione, e ristorante la sera, il posto e’ davvero piccolo e per sedersi a pranzo (nei piccolissimi tavolini ammassati uno accanto all’altro) si deve attendere sempre un minimo di mezz’ora, per la cena, trovare posto e’ praticamente impossibile, la lista d’attesa  supera i sei mesi. Un’alternativa per una pausa gastronomica originale la offre Giraudet, bar à soupes et à quenelles, ovvero bar dove si consumano zuppe e speciali polpette, di carne come di pesce.

      

Nella rue Parmentier si trova invece il gia’ citato e super popolare “Le Chatheaubriand” dell’innovativo chef Inaki Aizpetart, anche qui’ pranzo senza prenotazione piu’ informale e cena con prenotazione obbligatoria( mi raccomando la puntualita’). Vicino la Madaleine da segnalare Chez Cucile, nella rue Mignon, bistrot carino, con menu’  “decouvert” a prezzi modici e musica dal vivo, e Sanderers che offre l’atmosfera del ristorante elegante in versione bistrot, con la possibilita’ di assaggiare una cucina d’autore a prezzi corretti (per essere un bi-stellato).

Se poi non ve ne frega niente degli chef, della cucina d’autore e delle bistronomie varie, be, sedetevi in un qualsiasi bar, ad un qualsiasi angolo di strada e gustatevi una “Croquet-Madamemoiselle” il tipico toast alla francese farcito con prosciutto e formaggio con sopra l’uovo, questo si che ti riconcilia con la vita dopo una lunga passeggiata Parigina!!!

 

 

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