Giusto di Sale

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Ricevo dall’amica Lina da Parigi, il racconto delle emozioni vissuite, passeggiando per saline in quel di Marsala, e con orgoglio pubblico il suo primo post, dandole il benvenuto tra gli autori di questo blog:

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Il paesaggio é brullo, essenziale. Nelle saline della laguna dello Stagnone di Marsala, tutto sembra avvolto, sospeso nella quiete. Radi i segni di vita in quest’insolita primavera. Piove a scroscio da diversi giorni e i siciliani trovano rifugio sotto gli improbabili ripari di fortuna. Le spalle strette dal freddo si distribuiscono come possono tra la pensilina del molo e le foglie spioventi delle palme lussureggianti. Da lontano, lungo il litorale, s’intravede una costruzione color ocra, sullo fondo spiccano i coni rosso fiammante dei mulini.

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Le pale sono immobili. Sembrano tante sentinelle messe a guardia delle piramidi di coppi, basse e solenni, poggiate sui piani di roccia calcarea. Sotto ogni base poligonale si trova uno stagno artificiale. Lì è custodita l’acqua dell’antico mare. Le genti di Mothia, isola che si erge a 700 passi dai lidi trapanesi, aspettano l’evaporazione che renderà loro il bene più grande che la terra possa offrire: il sale. L’acqua evapora, esala, svanisce. Lentamente, per mesi. Sul fondo ombroso di quei solidi giacciono, corpi incolori, migliaia di cristallini; sono i salgemmi grezzi eppur preziosi prodotti dal rito stagionale tramandato da generazioni. Nelle saline, l’incontro dell’uomo con la natura rivela un non so che di sacro.

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Sparse qua e là le cortine di tegole variopinte, disposte a sbieco o sovrapposte come libri, raccontano la storia di un popolo e della sua terra. Il segreto è custodito in ognuna di quelle pagine di terracotta su cui il tempo ha impresso tracce indelebili dei passaggi di popoli lontani: fenici, cartaginesi, greci, romani, arabi, normanni, spagnoli. Da sempre, il sole, padre del sale che la terra madre concepisce nelle acque effuse dell’amore, stende sui fasti e splendori antichi un velo dorato. Ovunque, nei luoghi litoranei della laguna, domina il colore giallo paglierino tipico della tradizione vitivinicola della regione. Nelle notti d’estate, le note “floreali” del Grillo di Mothia, vino dell’Almerita, de-cantano storie sapide, e risvegliano, nell’animo assopito dalla calura del giorno, aromi e sapori di un amore svanito tra cielo e mare. A Mothia la natura fa le cose con giudizio, “cum grano salis”.

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6 thoughts on “Giusto di Sale

  1. Davvero un paesaggio mozzafiato,se penso poi alla grande bontà di questo sale che usiamo regolarmente da diversi anni ,nel nostro locale.

  2. Attraverso questa viva e poetica descrizione, ci hai fatto camminare tra le saline, ci hai fatto sentire il profumo del mare e ci hai fatto vedere i colori di quel posto stupendo. A me hai fatto scoprire inoltre, uno dei rari angoli a me sconosciuti, di quella meravigliosa ed antica terra di Sicilia, che come ben sai, è stata la mia patria per dieci anni della mia vita. Ma da te c’era da aspettarselo vista la scorsa estate🙂 Grazie per questa bellissima testimonianza.

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