Profumo Italiano in Texas [5] Cock-Off e Rodeo

Caro Andrea!

Qui le avventure continuano e siccome non riusciamo a tener dietro al presente che incalza, abbiamo pensato con Carmelo che ti snoccioleremo le puntate anche dopo che tutto sarà finito, oltre il 17 marzo, sino a esaurimento (si fa per dire) degli avvenimenti.

Indovinate quale dei due clienti dello sciuscià è Carmelo Chiaramonte

Quindi, salto a piè pari la gustosissima dimostrazione al supermercato dove il Nostro straniva gli astanti facendoli scegliere tra un piatto di pasta al pomodoro con il Pecorino Romano grattugiato e uno con il cheddar grattugiato (ma senza dirgli quale dei due era quale, per cui in pratica la gente si faceva un blind date con il piatto di pasta…) e dove io sono andata a caccia di “veri” prodotti italiani  – e quando il Nostro mi scarica le foto (attività in cui si rivela particolarmente riluttante) vi basirò con i miei racconti come il replicante di Blade Runner.

Anche Barbie viene al rodeo

E a piè pari atterro sulla parata del rodeo annuale, che sta a Houston come il Carnevale sta a Viareggio, l’Infiorata a Gubbio, i turciniuna al sabato di Pasqua ragusano. L’anno a Houston si consuma per metà precedente nell’attesa e nei preparativi, e per la metà successiva nel ricordo.

Intanto abbiamo avuto un virgilio d’eccezione, Don Jordan, ex direttore dei precedenti rodei, ora in riposo. Con questi occhi, Andrea, abbiamo visto certi lampadari di corna e certi divani foderati di pelle di mucca nella sala riunioni, che davvero non pensavamo che esistessero.

Ma l’evento, insieme al rodeo, è il Cook-Off: cinquecento team di barbeque, amatoriali e professionali, si sfidano per il primo premio.

Ferramenta? No, affumicatoio del barbecue!!!

Va detto, come osserva Mike Riccetti, collega di Houston Chronicle, «che la maggior parte dei team è mooolto amatoriale e serve primariamente a riempire lo stomaco dei tanti bevitori affluiti da tutto il Texas e pure da altri stati».

rimanerci con la mela in bocca ...Giuriamo che Bigazzi qui non c’è, è un maiale, non un cane

Ma poi ci sono quelli bravi. Noi siamo stati da Goodie Girls, un team di professionisti, dove Carmelo si è esibito in una jam session con lo chef, Bryan, che è stato ad Alba e ci ritornerà presto per un altro stage. By the way, Goodie Girls è risultato finalista per il pollo e per le costine. (Ci sono pure le categorie, che ti credevi?)

Nel pomeriggio, sotto gli occhi ora curiosi, ora scettici, ora interdetti, alla fine entusiasti degli astanti, Carmelo ha eseguito in duo con chef Bryan un salmoriglio con ingredienti reperiti lì per lì. Standing ovation e richieste di bis. Ma il Nostro, come Paganini, non ripete.

Anzi, l’unicità dell’improvvisazione jazz gli è piaciuto tanto che ne ha fatto il tema chiave della prima cena texana del Cuciniere Errante, evento privato a cui ho avuto l’onore di partecipare… come commis. Ma questa è un’altra storia. La prossima. Ora devo andare che mi tocca presentare Carmelo alla Houston Chef Association, che quello è troppo modesto per presentarsi da solo e in questo paese la modestia è un’opzione da ignorare, se si vuole andare da qualche parte.

Alla prossima

E beccati ‘ste mazzate di fotografie….

Roberta (e Carmelo) (siamo come i poliziotti, uno scrive l’altro legge)

Bella camicia, la pancia serve a farla stare tesa
ragazze al rodeo

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