Ancora nella rete… dei Rizzari!

Ho ripubblicato questo post a distanza di un anno perché ieri come anche in altre piacevoli visite  non ho avuto altro che conferme dal luogo e dai simpaticissimi e gustosi padroni di casa. Aggiungerei una pasta al nero davvero eccellente caratterizzata dall’alloro e linguine con la zoccola davvero indimenticabili. Ora nel periodo estivo godrete anche di una terrazzina sul mare incantevole e poi che dire… non datevi troppe scadenze, lasciate che il tempo passi di gusto e continuate a cadere nella rete dei Rizzari. Dite che siete nostri amici… avrete modo di bere un freschissimo passito o una grappa con Emanuele… commentando la sua mano felice e caratterizzante… oggi non è sempre facile trovarne una di così genuina.

Continuo a ringraziare Barbara Fait e William Ashe, amici di gusto e rispettivamente padrona di casa e “maestro cerimoniere” del mio “giappo” del cuore Oxidiana a Catania che hanno caldeggiato e “raccomandato” la mia prima visita ai Rizzari. Parafrasando lo slogan di Oxidiana, “non solo sushi”…anche dritte e… che dritte!

E ringrazio… anzi dovrebbero essere loro a farlo… Roberto, Cristina, Enzo, Concetta, Alessandro e Ombretta che anche stavolta si sono “immolati”… ricadendo anche loro nella rete dei Rizzari. E non sarà certamente l’ultima volta!!!

Catturati, anzi, piacevolmente intrappolati dal buono e dalla semplice bellezza del posto. Semplice, si… è proprio questo il migliore aggettivo che posso usare … finalmente!

Immaginate un luogo (perchè solo quando lo spazio si fa luogo riesce a lasciarci i ricordi più belli) dove vorreste essere in compagnia di buoni amici, nell’attesa assolata di un ottimo pranzo… qui ci siamo proprio.

Siamo sulla via principale della cittadina, famosa per il suo storico Villaggio vacanze dove il giovane Fiorello sbocciava, case disordinate che in questa domenica di anticipo primaverile si sdraiano al sole tra le due baie così diverse e suggestive.

Attraversi le salette interne e poi… sei proprio dove vorresti essere! Tra mare e l’Etna innevato all’orizzonte… una cartolina.

... laggiù l'Etna!

I “sapuri rittruvati” di Emanuele Fede chef quarantunenne e di Viviana Valente… e qui ti rendi conto che è proprio vero… nomen omen.

Emanuele, dalla sua piccola cucina incorniciata dal mare, fa veri miracoli gastronomici, sotto lo sguardo vigile e protettore di Padre Pio, Madre Tersa di Calcutta e Jim Morrison. Se non è Fede questa… creativa e rispettosa come si rivelerà la sua cucina!

Emanuele al lavoro... vista mare!

Numi tutelari... tra sacro e rock!

Viviana è davvero.. Valente, nell’accogliere il pubblico, nel saper consigliarlo e nell’organizzare il servizio che si presenta professionale, ordinato e gradevole.

Viviana assorta in cabina di regia.

Catturati dal posto dicevamo e come non potrebbe esserlo se la rizza è la rete usata dai pescatori, i rizzari appunto, nelle loro battute di pesca e poi proprio in queste casette disordinate sul mare, si praticava, come ci racconta Emanuele, la salatura delle alici.

I rizzari, da una foto d'epoca.

Il menù è concreto e senza fronzoli, anche sulla carta si presenta senza omologarsi con le classiche voci: primi, secondi, antipasti, ma come un percorso che noi seguiremo facendoci guidare da Viviana.

Per cominciare. Le bruschette ai ricci e buzzonaglia di tonno, davvero speciali, tartare di tonno, polpo bollito con formaggio ubriaco, cannolicchi e lumache con cipolletta e pomodoro, gamberetti rossi, pesce spada e neonato di triglia marinati,

Ottimo inizio non c’è che dire, plauso speciale al polipo e alle lumache! Scegliamo il vino, un Greco di Tufo DOCG Cutizzi di Feudi di San Gregorio, unica scelta non proprio a chilometri zero, che con la sua mineralità ed i suoi vivaci riflessi dorati, si lascia abbinare con grande disinvoltura alla situazione ed al nostro cibo.

Vino... tenuto fresco e comodo!

Per continuare. Linguine ai ricci, subito catalogate tra le migliori mai assaggiate di sempre, e che sono riuscite a convertire anche Laura ed Ignazio, la loro considerazione sintetizza bene il valore del piatto…” qui c’è tutto il mare!!”

Poi casarecce al ragù di triglie, ed anche qui il risultato è valido, gustoso e lascia intravvedere la tecnica di Emanuele, che presenta un ragù ben bilanciato e che non mortifica il gusto del pesce… ben fatto sicuro cavallo, anzi piatto di battaglia, insieme al nero di seppie ed una minestra con piccola varietà di pasta fresca.

Una menzione speciale va all’abbigliaggio dei tavoli, io lo definisco, disinvolto, piatti di ceramica colorati e che fanno bella mostra di sè rallegrando di colori la tavola e mostrando con fierezza anche le loro sbeccature.

Per proseguire. Una meravigliosa cipolla faceva capolino tra il pesce a disposizione insieme ad un pesce dotto che mostrava la sua carne bianca e di gran pregio… io ricordo che il pesce dotto si cercava in pescheria proprio per farlo mangiare ai bambini. Ed infatti per i più piccoli tranci di dotto al pomodoro e per i “grandi” … cipolla e dotto arrosto.

Cipolla, brutta, ostica da spolpare... ma buonissima

A proposito, qui tutto è arrostito unicamente alla brace, utilizzando un forno a pietra incastonato nella piccola cucina di Emanuele.

Con Emanuele e Viviana trascorriamo, finita la loro cavalcata del pranzo domenicale, il tempo del caffè e del dolce… ottimo tiramisù e una sfiziosa versione in coppetta del tortino caldo al cioccolato. Tra una grappa e l’altra assaporiamo la passione di Emanuele il suo carattere “gustosamente folle” al quale non poteva , come in una pietanza ben bilanciata, accostarsi la serena creatività di Viviana.

Insieme ci mostrano la location che in futuro ospiterà i nuovi Rizzari, intanto sono solo “tre mura” ad un passo, anzi un tuffo, dal mare… ma dall’entusiasmo dei ragazzi prevediamo grandi cose. Salutiamo, con l’unico cruccio di averli conosciuti un po’ in ritardo, visto che è già da qualche anno che deliziano i palati di affezionati clienti e d’estate fanno anche da catering alle varie barche che ormeggiano nella baia, ma con la gioia di averli “scoperti” e l’impegno di farci “ripescare” presto. I Rizzari vantano le visite di diverse guide enogastronomiche , da oggi anch’io voglio dare un voto alle mie incursioni, attribuendo non forchette, stelle, cappelli, ma “Soli”… e qui di Soli ne do’ ben tre!

Il cibo come dibattuto in altri post di questo blog ha bisogno di spazi e di luoghi del gusto che riescano a coltivarlo e motivarlo, questo lo è nella sua ritrovata e motivata buona e bella semplicità.

linguine alla zoccola in terrazza sulla baia di Brucoli

in veranda estiva.. pronti ad abboccare!!
di nuovo insieme a Emanuele e Viviana... con dedica musicale!!

I Rizzari “i sapuri rittruvati” – Trattoria

Via Libertà 63 Brucoli, (Sr)

tel. 0931982709

3282754819

Chiuso il mercoledì.


3 thoughts on “Ancora nella rete… dei Rizzari!

  1. I RIZZARI

    Unni u suli accarizza u mari
    c’è ‘a tratturia de’ RIZZARI:
    supra li scogghi un tavulinu
    e t’abbuffi di pisci e di vinu.

    N’a sala c’è Viviana, assai Valente,
    ca t’arricevi sempri sorridente,
    mentri dintra n’a so’ cucina
    Jemanueli i piatti cummina.

    Di tuttu-tuttu fa ‘nbbeni-j-DDiu
    ca ogni mangiata è ‘n’aricriu;
    ‘u pitittu va sempri a’umentari:
    mangi e mangi e nun ti poi saziari.

    Sapuri oramai scurdati!
    Cu’ Fede, sapuri arritruvati;
    e mentri ‘u suli cala lentu lentu
    mangi allegru e ridi cuntentu.

    I culuri forti di ’sta bedda jurnata
    ti parunu comu ‘na gran’ sunata:
    com‘n coru di centumila viulini
    accumpagnatu da deci mannulini.

    E ‘sta musica duci, vicin’u mari,
    ca’ po’ sentiri sulu ne’ RIZZARI,
    ti smovi ogni bonu simtimentu
    comu la Stidda do’ firmamentu.

    Carmelo La Rocca

    Brucoli, 14 marzo 2010:
    Dopo una grande abbuffata in compagnia!

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