L’Etna saluta il Lucio divino.

Si dice che il vino abbia un suono, si sa che l’Etna ha un suono… forse non a caso Lucio Dalla sulla “Muntagna” c’ha vissuto e su questa terra nera e fertile ha avuto anche il piacere, il gusto e la poesia di “farci” un vino.

“E ancora adesso che gioco a carte e bevo vino…”… da quel 4 Marzo 1943 il vino ha trovato spesso posto nelle sue canzoni, un vino fatto per amore come il suo amore per la musica, per il mare e per le isole. Un vino fatto per affetto, per amicizia, per stare insieme, “..non per lucro, ma per gioco e per amore”. Anche il suo nome Stronzetto dell’Etna, etichettava e sapeva ritrarre un Lucio che sicuramente non ha mai potuto immaginare la sua vita senza  quel tocco di esplosiva ironia. Il vino si fa per gioia, con professonalità, con quella giusta dose di leggerezza di chi spera sempre di goderselo al momento giusto… il vino è cuore, ma anche ozio, il vino è successo ma anche semplicità, il vino è melodia ma anche assolo, il vino è jazz ma anche un omaggio a Napoli e alla sua musica, il vino è davvero Lucio!

“Ti hanno visto bere ad una fontana..” caro Lucio e allora lasciacelo dire non era acqua era vino e di quello buono! “Come è profondo il mare..”, così profondo il vuoto che lasci… da oggi l’Etna dovrà anche cantare per te.


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