Me, myself & Japan – Il Diario Giapponese di Pietro D’Agostino (2) – Il Viaggio

Sono trascorsi tre giorni dal mio primo racconto, ma non ho certo dimenticato di scrivere. Ero in Italia, quando ho iniziato a descrivere le mie prime emozioni…adesso sono a Tokio e nel frattempo ho visto centinaia di occhi guardarmi, ho sentito sapori ed udito suoni, vissuto cose inaudite che vado subito a raccontare.

Introduzione

IL VIAGGIO

A volte la mente viaggia senza confini e ti fà riflettere su cose non ti saresti mai immaginato di pensare.

Parto e viaggio veloce verso questa esperienza: la meta, il Giappone.

 

h.15:00

Il mio Volo Az1724 ha effettuato il decollo e mi sento come un bambino al primo giorno di scuola.

 

Una simpatica voce tutta italiana (meno male!!!) annuncia “Alitalia è lieta di offrirVi un piacevole spuntino”.

2 minuti dopo: ecco il carrello con salatini ed un bicchiere d’acqua…no comment!!!

 

h. 16:00

Praticamente 3 minuti dopo lo snack arriva la cena???

Si avete capito bene! alle 4 del pomeriggio arriva la mia cena ed io mi sento proprio come una gallina in un pollaio sconosciuto!!!!

 

LA MIA FRUGALE CENA:

E così mi chiedono: ITALIANO o GIAPPONESE ?????

E per non rischiare l’impatto violento con una cucina che invece voglio scoprire, amare e raccontare dico: “Italiano!!!”

Così arriva quasi subito un vassoio: ecco di fronte a me una lasagna dalla sfoglia ricoperta di una besciamella realizzata praticamete con l’acqua, e a mio avviso, con leggerissimo profumo di carne!!!!! Immancabile il dado, quel sapore sintetico che solo il dado può dare!!!!

E poi la mia cena continua conuna fetta di speck e poi ancora una di filante (rigorosamente chimico, non si sa mai qualcuno soffre di allergie alle cose sane!!!), una mousse al cioccolato, o per lo meno credo…….potevo mai aspettarmi di meglio???

 

Insomma per un pazzo sostenitore della genuinità come me, tutto era a dir poco orripilante!

Siccome, però, sono curioso come una scimmia assaggio la famosa lasagna e il mio fegato comincia a gridare “aiutoooooo!!!!!

Ok, capito…meglio desistere!

Allora taglio a metá il panino e metto dentro speck e pseudo-formaggio.

La mousse? Neanche a parlarne, già solo la forma mi spaventa. Già troppe emozioni per oggi!!!

 

I MIEI VICINI

Al mio fianco una doppietta di simpatici Giapponesi giovani: lei ha cercato di spiegarmi che lavoro facesse…ma non ho capito e lui…..turismmm….booo????

Alla fatidica frase: “ITALIANO o GIAPPONESE”, loro rispndono “JAPANESE!”

E sempre perchè sono curioso come una scimmia, osservo tutto e vedo arrivare un vassoio con riso, pollo al curry,spinaci e un pezzo informe di carne scura !!!!

Solo l’odore mi spaventa!!!!

 

h. 17:50

Hostess e stewards passano di nuovo con the e caffè o bevande simili e poi ci augurano BUONANOTTE!!??!!

Con sofferenza, inizio ad immaginare la colazione a mezzanotte!!!!!

 

h. 1:00 p.m

Arriva un cornetto anoressico, un paninetto mezzo congelato e due fette di prosciutto e una marmellata di…..fragole Islandesi.

 

…ed io penso, ma quando scendiamo da sto coso???!!!!???

 

 

GIORNO 1: L’ ARRIVO

26 Febbraio 2012

 

h. 11.10 orario Giapponese

 

Eccomi all’aeroporto di Narita, quello che qui in Giappone chiamano Worldwide Gate, ed in effetti, non ho mai visto così tanta gente tutta insieme in un aeroporto!

 

Eccola lì KONOMI una signora di mezza età tutta nervi ed energia!!

Mi offre un caffè..che poi per questa ossessione giapponese dell’ospitalità, Konomi insiste per un puro caffè italiano: mi spiace, questo proprio non ce la fanno a copiarlol!!! E vabbé!

 

Nemmeno il tempo di pensare nostalgicamente al mio caffè ustionate del giorno prima, in Sicilia, che Konomi mi dice “Quickly, quickly Pietro”.

 

Eh sì, in meno di 10 minuti mi trovo su un super treno diretto a SENDAI.

Non lo pensavo, ma ci vivono un milione di persone lì e Konomi inizia a raccontare, con una velocità illustrativa notevole, tutte le bellezze di una città che certamente non vedrò! Mi parla di immensi giardini e sacrosante abitudini a base di the e sakè. Mi racconta di quel milione di persone in corsa verso un’economia che cresce, dove tutti, anche quando si soffre, sono uniti, a testa bassa, diretti verso la ricostruzione.

 

La ascolto e lei è veloce: immagino, ma non so se immagino bene. E poi penso che da quando sono arrivato non faccio che percepire un odore o un profumo…non so ancora bene. Mi ricorda il profumo della carta bagnata, come quando piove ed i libri che avevi nello zaino si inumidiscono. E poi sento, a tratti, un profumo di qualcosa misto fra il vegetale ed il fritto….non so se è quello che percepisco mi piace, ma è un odore pervasivo per me, che sento in ogni istante ed in ogni luogo.

 

SENDAI

 

Non so, ma continuo a correre e vedere luci, ferro, mezzi, giapponesi.

 

E corro dietro a Konomi che in 5 minuti 5!!!! mi porta a pranzo in un bistrot alla giapponese: ecco qui, tempura, nudles (soba) e zuppa di tonno secco e salsa di soia.

 

Ah, cominciamo a ragionare!!!

 

 

h. 17:00 orario giapponese

 

Arrivo al Monterey Hotel di Sendai, 5 stelle lusso…oh che bello, mi trattano davvero bene se non che…

 

…. fatto il check-in chiedo “Avrei necessità di collegarmi in wi-fi”

… e mi sento rispondere in un inglese giapponeggiante “Sorry, sir we do not have wi-fi service….you can connect through cables in your room”.

Cosa?????? Ma siamo in Giappone? Ed io sono super all’avanguardia con il mio ipad2…e non c’è wi-fi!!!!

 

E penso che noi uomini siamo davvero troppo degli indegni figli dei pregiudizi. Pensiamo che in Giappone sia tutto tecnologia e produttività…ed invece, anche qui, può non esistere il servizio wi-fi in un albergo di lusso!!! Giuro che lo dirò ai miei clienti quando si lamentano degli alberghi di Taormina! Ed anche pregiudizio pensare che la mafia è tutta siciliana. Vedi? Non si finisce mai di stupirsi!

 

Vado in camera, incavolato…ma vedo il WC!!!!Oh finalmente, qualcosa di tecnologico!

Un super WC come raccontano tutti quello che vengono in Giappone: tavoletta riscaldata, auto igienizzante, dotato di super tavolozza da bidet incorporata, getto d’acqua caldo/freddo per i “lavaggi delicati” e getto d’aria, sempre caldo/freddo per garantire asciugatura totale.

Ed io mi son sentito così bene, davvero poche volte nella mia vita!

 

Ore 18.15, sempre orario giapponese

 

Appuntamento, per la cena, con il Direttore Area Montebussan SENDAI, scortato da altri impettiti membri del team organizzativo.

Ed anche qui la fatidica domanda: “Italian or Japanese”.

Ve lo devo proprio dire cosa ho risposto?

Inizia un bel defilé di birra, the, saké ed una sfilza di piatti tra i quali spuntava un carpaccio di manzo RUCOLA e grana ….ma io avevo risposto JAPANESE!

E poi capisco che è il sempre quel sacrosanto senso di ospitalità dei giapponesi: vogliono a tutti costi accoglierti al meglio, senza traumi….ma loro non sanno che io sono curioso come una scimmia ed avrei preferito non vederlo proprio quel carpaccio!!!

 

Finita la cena mi obbligano a pendere il miglior caffè della zona…sempre per essere ospitali….e vai, ormai è fatta, nottata senza dormire!

 

GIORNO 2

27 Febbraio 2012

 

8:25, orario giapponese

 

Appuntamento nella hall dell’Hotel ed io arrivo con 7 minuti di ritardo, perché il jet leg mi sta devastando. Non dormo proprio e in quel  breve lasso di tempo in cui ho preso sonno, ecco che non sento la sveglia!

 

Il punto è che per tutto il giorno non fanno che ricordarmi che sono arrivato in ritardo. Ma sono proprio ossessionati dal tempo qui!

 

Però, fra un mestolo e l’altro, rifletto e penso che sì, il tempo in Giappone non è dilatato come in Sicilia. Il tempo è una risorsa per i giapponesi; in Sicilia è un’opportunità: il libero arbitrio ci porta a sceglierlo o ad evitarlo in tutto ciò che è quotidiano.

Per i giapponesi il tempo non è soggettivo: il tempo è essenza, forza e realtà. Il tempo è quello che si scandisce in minuti, non in “all’incirca”.

La mia riflessione ad un certo punto si interrompe perché Konomi interviene  d’improvviso e mi chiede perchè non sto usando lo zafferano! Si perchè in una delle mie 100 ricette che hanno viaggiato fra la Sicilia ed il Giappone, negli ultimi sei mesi, avevo scritto fra gli ingredienti lo zafferano.

Vorrei tanto spiegarle che spesso la cucina è istinto e che la cucina non è mai la stessa: cucinare può voler dire anche improvvisare un equilibrio diverso per un piatto. Io assaggio i miei piatti ed il mio palato ne calcola le coordinate. Qui, invece, non è così. Difficile insegnare ad essere se stessi anche quando si è ai fornelli.

Vorrei poter spiegare a questi ragazzi che cucinare è amare…ma non so se a questi ragazzi, per ora, basta solo guardare.

 

 

Oggi è la giornata di preparazione: il pesce è a dir poco spettacolare, quasi mozzafiato anche questo polipo da 5 kg vivo!!!Una bella cottura soft ed è tenero come il burro!

Il giorno di preparazione corre via veloce, ma abbiamo fatto quasi tutto per domani!

 

h 16:57 orario giapponese

 

Incredibile ma vero! Ci buttano fuori dalla cucina: finito il tempo a nostra disposizione…peggio di quando fai gli esami della maturità!

 

h 17:40 orario giapponese

 

Arriviamo in hotel ma ho già appuntamento per le ore 18.00.

Quindi nemmeno il tempo di riprendermi dalla lunga giornata che corro in camera, doccia calda e…stavolta li frego! h. 17:59 io sono presente all’appuntamento! Peccato che stavolta alle 18:01 arriva in ritardo uno dei ragazzi del team…e giù con i rimproveri…per tutta la serata!!!!

E penso: ma quando se la godono la vita i giapponesi?

Il menu di stasera: cucina giapponese tradizionale con interiora e zuppe, tutto ineccepibile, quasi commovente. Raccontare tutto quello che ho mangiato sarebbe impensabile, anche perchè i sapori e gli ingredienti utilizzati sono talmente inusuali che faticherei a farne comprendere la bontà, attraverso le parole.

A fine cena, una bottiglietta di ukon: una bevanda che fa passare la sbornia, cioé stimola gli enzimi del fegato a lavorare meglio. Un toccasana direi dopo tutto il sakè che devi bere, altrimenti qui si offendono!!!!

 

h.21:30 orario giapponese

 

Rientro in hotel ma non dormo… il fuso orario io non lo smaltirò mai!

 

h. 7:00 orario giapponese

Mi preparo e vado giù a fare colazione: non un minuto prima nè uno dopo, la sala colazioni apre alle 07:00!!!

Chiedo un cappuccino e mi portano una tazza con caffè americano e una tazza con latte scremato…ok colpa mia! Cosa mai mi viene in mente di chiedere a Tokyo???

 

Alle 7:30 sono già nella hall ad attendere i ragazzi del team, no perchè un’altra giornata a farmi pesare un ritardo di pochi minuti non la reggerei.I giapponesi e la loro dimensione del tempo mi incuriosisce sempre: si perchè nessuno dei ragazzi arriva qualche minuto prima…arrivano tutti alle 8:00 spaccate!!

 

Pronti e via, veloci verso la scuola: completiamo la preparazione e alle 12:00 briefing per fare il punto della situazione e definire i dettagli.

 

h. 13:00 orario giapponese

 

Inizia il seminario con un numero di 70 partecipanti…mentre altrettante settanta persone sono rimaste fuori dalla scuola, perchè non sono riuscite a prenotare in tempo utile.

Grande lezione con applausi e tantissime domande: avrò presto il montaggio del video della giornata, ma l’emozione è davvero tanta per me. Non le parole e nemmeno un filmato possono narrare questo mio fuoco interiore: mi sento bene, felice e soddisfatto. Ho lavorato splendidamente con la brigata e mi sono divertito a raccontare a 70 persone la magia della nostra cucina. Con la luce negli occhi, ho raccontato che la Sicilia non è soltanto la mia terra, ma è quasi l’origine di ogni mio pensiero sulla cucina. Ho viaggiato tanto nella vita ed ho conosciuto tantissime culture, attraverso i sapori ed i profumi delle altre terre. La Sicilia rimane nel mio sangue, pero! Ai miei graditi ospiti orientali ho voluto regalare il colore di una terra multiforme, in cui sguardi e sapori intensi sono la ricchezza di un viaggio sconfinato come il mare che la avvolge.

 

h. 16:00 orario giapponese

 

Il seminario finisce e Konomi mi dice “Quickly Pietro, quickly”.

Di nuovo? Eh si alle 16:30 parte il treno per Tokyo ed io ho soltanto 5 minuti per cambiarmi!!!

 

E dopo tanta corsa….90 minuti di pausa!

 

Ah e per chi se lo stesse chiedendo, in Giappone fa freddo..ed io ho fatto bene a portare i maglioni di lana 🙂

 

7 thoughts on “Me, myself & Japan – Il Diario Giapponese di Pietro D’Agostino (2) – Il Viaggio

  1. Grazie Piero…..io che ci sono stato in Giappone apprezzo moltissimo quello che scrivi e le tue impressioni sui ritmi giapponesi sono assolutamente condivisibili, spero contunuerai a scrivere questo diario ! Un saluto !!

  2. dalla “MASTRISSA ” con furore….. e si poteva chiedere di più? Fatti valere e lassa peddiri i masculi giappunisi ciaooooooooooooo!!!!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...