Il Diario Giapponese di Pietro D’Agostino (3) – Il Giappone e La Tecnologia

Se qualcuno mi avesse raccontato che in Giappone si fa fatica, come in Italia, a trovare una buona connessione wi-fi…io non c’avrei certo creduto!!!! Ed invece, mio malgrado, ne sono testimone: non c’è verso di collegarsi con il resto mondo con quella velocità a cui siamo abituati in Europa.

E quasi per magia, mi sento imbevuto di un universo parallelo dove il tempo esiste ed è concreto, ma si tratta di un tempo troppo lontano da quello vissuto nel resto della terra: otto ore di fuso orario che ti cambiano la prospettiva di tuttpo nella vita; lì dove è giorno qui è notte, lì dove si crede vitale rimanere in contatto con il globale, qui il globale è solo il Giappone. E non è chiusura, quella del Giappone: è un solo universo parallelo che, almeno una volta nella vita, va assaporato.

GIORNO 4: 29 Febbraio 2012

TOKYO

Da questo punto del mondo, mi sento in alto, forse troppo. Dal 54 ° piano di questo Hyatt mi preparo al giorno più importante: un seminario presenziato da tutti i managers ed dirigenti delkla compagnia che mi ha scelto e voluto qui.

Da questo punto del mondo, mi sento sempre più in altro…troppo, forse.

29 febbraio 2012

Quasi senza alcuna sosta, trascorro il giorno in questa grande cucina attrezzata e perfettamente funzionante. 40 chefs intorno a me, tritano, tagliuzzano, frullano, miscelano, sfilettano senza sosta tutto e pure me!

Mi sento come un personaggio di Kubrick in Odissea nello spazio: il ticchettio di tutto questo lavoro sembra quasi insonoro, per me, che mi muovo in questo spazio in punta di piedi e pieno di stupore: le 80 mani intorno a me parlano di antiche tradizioni culinarie, di grandi tecniche nel manipolare il pesce, quello più vivo e fresco che ci sia.

h. 16:00, in Giappone

Il tempo esser volato via insieme al mio stupore ed alla piena soddisfazione di trovarmi in una grande cucina in lieta e grandiosa compagnia.

Intanto Konomi e Maori con il loro “quickly” mi ricordano che in Giappone si cena davvero molto presto e non mi è dato molto tempo da dedicare alla mia consueta curiosità!

h. 18:00, in Giappone

Le due BODYGUARDS giapponesi mi scortano fino ad un ristorantino splendido nel cuore di Tokyo: luce perfette ed ambiente caloroso, ospitale e mistico: via con un tripudio di Tempura, sashimi, meduse ed un gran finale zuppa di miso con vongolette microscopiche che, si dice, aiutino il fegato a lavorare meglio.

E non c’è molto da dire su tutte le sensazioni provate ad ogni boccone, perchè poi quello che non mi aspettavo proprio erano le meduse:così sode ma delicate al palato, dal sapore di un mare nuovo per me, mistico e per questo indefinito. Konomi e Maori mi raccontano con poche e brevi frasi, storie sulla materia prima, la loro provenienza ed utilizzo: ma la cucina giapponese comincia ad essere molto di più per me…c’è un mistero di mani che si muovono, celebrando antichi riti e grandi saperi. E mentre loro mi riempiono di storie, io studio quel sapore intrigante dalla consistenza irriproducibile che, però, dovrò pure portare con me in qualche modo!
GIORNO 5: 1 marzo 2012


h 8:00

La partenza dall’hotel mi chiude d’un tratto lo stomaco: oggi di fronte a me avrò osservatori speciali … conta davvero tanto la mia “esibizione”: si, adesso so cosa prova un attore quell’attimo prima dell’apertura del sipario! So cosa devo fare e  so come farlo ma, di fronte a me, avrò un pubblico di esperti che pretende più di una tecnica culinaria…da me vogliono la mia Sicilia…ed io, una parte, gliela do!

h 9:00

Inizia la danza degli ultimi ritocchi ed inizia lo sfrigolio degli arancini che si buttano nell’olio bollente, sarde a beccafico di qui e baccalà di la!
E fra queste danze tarantellate, arriva il momento della presentazione ai Directors, Mangers, Controllers…e più il là, sul fondo, una visione mi rasserena e calma: intravedo due cari amici, collaboratori giapponesi di qualche anno fa. L’amicizia e la bellezza della nostra avventura insieme è rimasta nel tempo, alimentata proprio da quei sistemi del mondo globale che, a me, qui in Giappone, non funzionano!!E così sono accorsi a vedermi e salutarmi…ed io sono felice!

L’emozione mi sale in gola,ma so cosa fare e so cosa rispondere alla raffica di domande dei quasi 100 partecipanti al seminario di oggi!

Gli applausi sono molti ed io penso che la mia Sicilia, ancora una volta, è stata gustata ed amata…ed io sono soddisfatto.

h. 16:55

Come al solito, Konomi ha un piano da rispettare e “quickly, quickly” deco correre a cambiarmi perchè si va a cena!!! “Come le galline” dico io, ma nemmeno la mia interprete capisce cosa vuol dire, per fortuna!

h. 17:05

Uno degli ospiti arriva proprio con 5 minuti di ritardo (per fortuna non io!!!) e dopo le occhiatacce di rito, inizia il rito della cena: Sashimi, Nabe ( una zuppa di pesce e pollo) meduse, alghe, zuppa di miso, poi birra Asahi a fiumi, poi tutti i vini di DUCA DI SALAPARUTA (visto che ne sono gli importatoi) e poi arriva sakè a fiumi…e ad un certo punto, arriva anche una pizza con broccoli e salsiccia che dovrebbe potermi ricordare le mie origini…secondo loro…. credo non sappiano che, per il momento, potrei anche fare a meno di questi sprazzi di Italia. Se non altro, il mio fegato vi rinuncerebbe volentieri al momento!

La cena è un rito qui in Giappone e, credi, che il bere sia il preambolo di una lunga dormita dopo una giornata in corsa. i ragazzi del team sono cotti come pere e quindi via, sempre di corsa, in hotel! Ovviamente niente vita notturna anche oggi.


GIORNO 6: 2 marzo 2012

Il mio meritato riposo

 

h 4:00, in Giappone

Eccolo, mio primo giorno di riposo! La luce del giorno è ancora lontana, ma la mia sveglia alle 4 del mattino non mi turba oggi!

Prima che io partissi dall’Italia Konomi mi aveva chiesto cosa avrei voluto vedere a Tokyo: senza ogni dubbio, Le risposi di voler andare al mercato del pesce.

Oggi è il mio giorno e sono molto felice!

h. 4:15

Il mercato del pesce di Tokyo, il più famoso del Giappone: un luogo immenso, talmente grande al punto da non vederne i confini. Gli odori sono forti, i colori altrettanto. E le braccia che caricano casse ricolme del pesce più variegato che abbia mai visto, quelle braccia sono veloci e longilinee, braccia sottili ma dai nervi più che visibili.

Intanto sono le h. 4:15 e la prassi è tale e quale a quella di un hotel: fila per il check-in ed attesa fino alle 5:50 per l’accesso….senza poltrone ne divani…nemmeno il piacere di sonnecchiare nell’attesa!

L’asta del tonno è incredibile, impressionante: un giapponese tutto muscoli e nervi urla i prezzi; ma nemmeno la mia interprete sa dirmi qual è il prezzo di vendita! Si perché quel linguaggio non è che un codice che soltanto venditori ed acquirenti comprendono: oltre al giapponese dialettale, i venditori esprimono rincari o sconti attraverso segnali lanciati con le dita ed un movimento convulso e veloce delle mani.

Ad un certo punto, ci intima di uscire da quell’area quasi protetta e mi conducono in un altro padiglione pieno di negozi, ristoranti, bar…ed Aiko, l’interprete, ne approfitta per fare colazione a base di sushi e zuppa di miso….ma sono solo le 06:30 del mattino!!!!!Ed io? io solo un caffè e latte!

h. 7:00
Mi perdo fra i bazar: tè, spezie, alghe…ed io mi perdo nello stupore! Credevo che soltanto un amante dello snorkeling potesse avere il privilegio di vedere vivi neonato di sarde, neonato di triglie, granchi di ogni dimensione, ricciole, triglie e murene!  Ed invece no, perhè io li vedo qui, li posso toccare e la meraviglia è il sentimento più inaspettato che mi coglie!! E’ come trovarsi in fondo al mare, ma siamo sulla terra!

E poi, il tonno: dai 10 euro al chilo fino ai 180 euro! Prezzi variabili in relazione al colore ed alla provenienza: il nostro tonno a 180 euro al chilo, prezzi accettabili per quello proveniente dalla Turchia e dall’India. Dal “maguro”, un tonno di circa 300 kg al “katsuo” (che si pronuncia cazzo…)  di circa 7 kg…mi perdo come un bambino di fronte allo zucchero filato!!!

 

h. 9:00

Giunge l’ora di andare via dal mercato del pesce, perché ad un certo punto le trattative finiscono e tutta l’area quasi si svuota! Diretti fino al primo bar per cappuccini e cornetti…Aiko è felice perchè completa la sua prima colazione con due cornetti…ed è magra come un chiodo!!!!

h. 12:00

Cammino fra i negozi e tutto mi attrae e mi sento sereno. Aiko ha di nuovo fame ed io,davvero, non capisco come faccia a mangiare così! A

Dritti verso Nagoya , allora! Zona centralissima, lussuosa e glam: in uno delle centinaia di bistrot ci fermiamo a mangiare anguille e zuppe; e poi un fornellino con una padella, una cocotte con zuppa di miso calda dentro cui versare le anguille, vive, davanti a noi! D’impatto ho pensato: ” No questo non posso mangiarlo”- ma non me lo sarei mai perdonato! Ho vissuto anche quest’esperienza, oltre natura, direi!

h. 13:00

E dopo l’impressionante visione del mio pranzo, eccomi di nuovo in strada! Obiettivo: acquistare coltelli…e penso…chissà se in dogana me li sequesteranno! Konomi mi ha raccomandato di conservare gli scontrini! Eppure, adesso che ci penso, in aeroporto ho visto un cartello gigante con su scritto che i samurai non possono portare sciabole in aereo….non credo proprio di avere l’aria del samurai, io!!!

H. 17:00

Non ci credo: Aiko ha di nuovo fame!

Lei un menu lungo come un treno; io, un pò di sushi…

h.19:00

Il letto: un miraggio!!!!

Buonanotte!

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