Il Diario Giapponese di Pietro D’Agostino (4) La Partenza

Giorno 6 e 7: 2 e  3 marzo 2012
SAPPORO

Questa città molto fredda all’estremo nord del Giappone: la temperatura è di dieci gradi sotto lo zero. Arriviamo davvero tardi la sera tardi perciò a letto senza cena.

3 marzo, h. 8.30
Puntualissimo,  mi affaccio nella hall del Grand Hotel SAPPORO  ( si grand hotel dove nessuno parla inglese…penso tra me e me!!!)

La preparazione per il prossimo seminario avviene proprio nelle cucine dell’Hotel: incontro quindi l’executive chef, un piccoletto con i baffetti da cartone animato giapponese!

La mia giornata inizia con uno scontro semi frontale, stile Kill Bill, con la mia interprete: non capisce che IO sono lo chef e lei l’interprete! Non può gestirmi come un pupazzo e comadare brigata e cuochi al posto mio…poche parole, ma efficaci, le mie! Tutto riprende forma adesso che ho segnato il territorio! Si proprio come nel film di Tarantino, mi sento come il guerriero armato alla conquista della verità: che ne saprà poii lei di cucina siciliana??? Mah!!
Uno dei riti che non ho ancora raccontato è il pranzo con il team di cucina: da uando sono in Giappone, spadello spaghetti per i colleghi! Oggi spaghettata con pesce e peperoncino…che poi non capisco come facciano a mangiarne così tanto….forse è per questo che si sono inventati i wc multi funzioni…mah? cosa mai mi viene in testa?? Certe volte sono proprio un tipo strano eh?

h. 16:00

La sorpresa di oggi non me l’aspettavo proprio!

A conclusione della preparazione, Konomi e la ciurma al seguito mi guidano verso un centro termale mozzafiato: dopo un’ora di camminata al fresco, dal mare si arriva fra le montagne di Sapporo: la prassi vuole che ci si denudi completamente. Non so con quale coraggio ed abbandono del pudore, mi tuffo in acqua. Non ci credo! L’acqua è bollente ed intorno a me la calma, il verde, la montagna ed il mare all’orizzonte. D’improvvisio la tensione e la stanchezza spariscono e la mia pelle diventa morbida, setosa e sottile. Pulita e raffinata da quest’acqua, questa mia pelle sembra nuova, rigenerata, florida, rosea.

Sento risanare ogni tipo di lacerazione epidermica e mentale e mi piacerebbe regalare questa sensazione alle persone che amo…vorrei fossero qui con me.

h. 18:00

In Giappone, ormai lo so, si cena molto presto! Così ci si riveste tutti e si corre a Sappore, in un celebre ristorante del luogo dove, devo ammetterlo, mangio davvero molto bene. Potrei quasi dire che stavolta hanno copiato fin troppo bene, qui!

4 marzo

Il seminario a Sapporo, oggi!

Arrivo in una sala talmente piena di gente che quasi mi imbarazza: ipad, teleamere e cellulari ovunque…mi sento come in un film e penso: “ah, allora anche qui esistono gli ipad…ed io che credevo di essere l’unico in Giappone ad avercelo!!!”

Il seminario procede spedito, senza intoppi o fuori onda! Lde domande dei partecipanti fioccano e la curiosità di tutti cresce e si fa via via più incessante.

Alle 16.30 il panico negli occhi del team! E’ talmente tardi che rischiamo di perdere l’aereo. Il taxi non arriva ancora e Konomi diventa più pallida di quanto non lo sia già. Alle 17.15 il taxi corre via verso l’aeroporto e come giocatori di rugby corriamo fra la folla a fare il check-in, una volta in aeroporto! Il decollo è previsto per le 18:30…per fortuna in Giappone non è di moda mostrare i documenti! Non so con quale tipo di fortuna giapponese, arriviamo proprio in tempo…peccato che una bufera di neve ritarda di parecchio il nostro arrivo a destinazione: Nagoya.

Ed anche stasera, a letto senza cena!!!

Giorno 8  e  9: 4  e  5  marzo. 2012

NAGOJA

4 Marzo
h. 8:30

Anche oggi, puntualissimi, si parte alla volta di un’accademia di cucina i cui alunni pagano soltanto 15,000,00 €all’anno per diventare chef professionisti!L’80% della mia brigata è composta di donne nipponiche alte 1,50…dalla femminilità poco evidente…e spero che nessuno si offenda!
h. 9:00

Veloce briefing con tutto il team e poi via con la preparazione.
Raccontare le straordinarie doti di questi ragazzi sarebbe superfluo: è tutto perfetto, senza sbavature ne difetti. Il rispetto per la disciplina è la dote migliore di ognuno di loro, la curiosità è la virtù essenziale…non so se sentono già la poesia della loro arte…io la vedo ed è una tela di colori dal fascino unico. Negli occhi di questi ragazzi vedo aspettative e sogni. Dalle loro mani scorgo il sacrificio e l’impegno: mi sento onorato e contento per questa esperienza in Giappone. Porto dentro di me la seria professionalità di una cultura che ha fatto di questo mestiere un’arte pura e sacra. Probabilmente, per chi come me sente questo calda passione dentro di sé, l’arte culinaria giapponese rappresenta la forma più alta e sopraffina dell’essere chef per amore, non per mestiere. Sono felice e sereno.

h 18:00

Tappa della serata è la visita ad un famosissimo castello, appartenuto ad un regnante Giapponese: mozzafiato, direi! Anche qui si cena molto bene e la giornata sembra non pesarmi così tanto. La bellezza delle cene giapponesi è che sono davvero delle vere osai di serenità, nella giornata di chi lavora.

L’intento del gruppo sarebbe quello di fare bagordi fino a tardi, ma io non cedo di avere le forze.
Accompagnato dal malumore di tutti, si torna in hotel ed il letto…il mio bel miraggio!

5 marzo

h 8,40
Via a scuola per gli ultimi ritocchi e seminario:la sala è gremita di un pubblico molto attento.
In queste circostanze mi piace rischiare: al culmine dell’attenzione di tutti, io stravolgo i giochi! Inizio a spadellare pasta per tutti:il panico fra tutti! Ma il mio colpo di testa genera entusiasmo ed un’eco di “oh”…ed io ki sento bene, felice…ed il mio team è felice e meravigliato D’improvviso è l’armonia a regnare, non il metodo! La platea si scalda e come ad un concerto di Vasco, vedo esaltazione e sento applausi attorno a me!
h 15,50

Finito il seminario, via di corsa in aeroporto: ma non siamo in ritardo…siamo in anticipo di due ore!!!! e allora che si fa? Che domande??? Si cenaahahahahahahahaha!!!!

Allora: prima caffè da Starbucks con  15 minuti di attesa per un caffè espresso…si perchè prima dobbiamo prendere il caffè e poi cenare. Mah? Per non sembrare scorbutico, il caffè lo prendo…ma poi si va a mangiare degli spaghettu UDON in una zuppa strana di miso ed altre piccole schiticchierie Giapponesi.

Gate 10: la partenza.

One thought on “Il Diario Giapponese di Pietro D’Agostino (4) La Partenza

  1. Un racconto meraviglioso! Ho cenato alla Capinera e ho re-incontrato Piero D’Agostino tante volte in giro per la Sicilia ma conoscendo solo l’aspetto del grande chef non ti immagini un D’Agostino bravissimo narratore di un viaggio altrettanto bello. E’ piacevolissimo leggere i tuoi racconti. Complimenti!

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