Il Diario Giapponese di Pietro D’Agostino -THE LAST BUT NOT THE LEAST

11 e 12 marzo 2012
Hiroshima h 8:30

Il mio arrivo a Hiroshima è incredibilmente carico di emozioni e sensazioni entusiasmanti. Raggiungo una splendida scuola di cucina, dove ad attendermi ci sono uno chef e dei ragazzi dalla volontà e dalle capacità straordinarie: mi accolgono con grande compostezza, ma allo stesso tempo, con un forte spirito di ospitalità. Il nostro comune obbiettivo: la preparazione del seminario.

h. 9:00
Entrano in scena due polpi giganteschi: giuro, mai visto qualcosa di lontanamente simile.
Erano vivi e per calarli nel super pentolone (in cui io stesso avrei potuto stare all’impiedi) c’è voluto l’intervento di tutti noi…e se ci fosse stata un squadra di pompieri ad assisterci sarebbe stato anche meglio. Esperienza unica, la mia!!!

h. 16:00
La preparazione è stata davvero armoniosa e quasi rilassante…tutto tranquillo ed organizzato se non consideriamo i due polipi! Per fortuna, lo chef che avevo al mio fianco, ha una bella ed importante esperienza alle spalle: ha vissuto e lavorato in Italia ed ha incamerato talmente tante di quelle cose della nostra cultura che, se non avesse i tratti somatici da orientale, direi che potrebbe essere un italiano trasferitosi in Giappone.

h. 16:30
Come sempre, in Giappone si cena prestissimo: e non è solo un’esigenza la loro, ma soprattutto un rito, essenziale preludio ad una notte serena.
Premetto che al Grand Hotel Doji, ho una bellissima camera con vista mozzafiato su Hiroshima ed un vasca da bagno degna dei sogni di chi insegue le mode di una tecnologia all’avanguardia: eppure non mi si lascia il tempo nemmeno per una doccia purificante…….si va dritti al ristorante senza nemmeno una “sciacquata”!Praticamente il cibo viene prima di una risistemata: non so come spiegarlo, ma mi sembra come se per i giapponesi ci siano delle priorità improrogabili. Nella loro scala di valutazione, tutto quello che ha che fare con le esigenze primarie passa in assoluto primo piano. Per noi italiani, essere presentabili è essenziale; ma per i giapponesi che ho conosciuto, questa necessità non è affatto primaria. Penso che nella loro cultura, il giudizio delle persone vada oltre la presenza fisica..e direi che questo è encomiabile ed io ne ho le prove, perché mi hanno accolto e supportato per come sono, non per quello che sono o appaio.
Rimane il fatto che io, ad una doccia, non rinuncerei mai!!

h. 17:00

La scena: ristorante italiano “Il Gabbiano”, uno dei migliori clienti di Montebussan.
Infatti, la messa in mostra dei prodotti italiani è di assoluto prestigio. Certo è che la maggior parte di questi prodotti è di pura origine Sicula e questo, senza dubbio, mi inorgoglisce!!!

Sul palco, uno chef anzianotto di circa 63 anni con i capelli lunghi simili a quelli di un ninja: si rivolge a me, in un italiano simpatico e mi da il benvenuto!
Ha lavorato a Bologna per anni ed in Italia ha lasciato grandi amici che, lavoro permettendo, di tanto in tanto va a trovare!

Inizia lo spettacolo di una cena deliziosa, innaffiata di vini bianchi siciliani e rossi toscani ed infine una BELLISSIMA TORTA DI COMPLEANNO….PER ME!!!

Lo confesso, la mia è stata un’emozione davvero forte! I miei amici hanno per me anche tanti regalini fra cui un porta bastoncini ed un bellissimo apriscatole che avevo comprato a Tokyo, poi sequestratomi all’Aeroporto di Nagoya perché, io, furbescamente l’avevo conservato nel bagaglio a mano!

Insomma, non finisce mai di stupirmi questa cultura affascinante: qui la gente ha molti più valori di quanto si possa credere; ed anche se la loro vita è scandita in minuti ed istanti, nessuno di loro trascura ciò che è importante o giusto. Faccio un raffronto con la mia vita: corro e fremo tutti i giorni e magari dimentico; e non perché sia mia volontà, ma perché nella mia corsa quotidiana devo anche far fronte alle mancanze dovute alla lentezza altrui. Ed è un accumularsi di cose che non vanno e di situazioni al limite del sopportabile.
Qui ognuno fa il suo nel rispetto degli altri…ecco perché ti si rimprovera anche un minuto di ritardo!

Sto bene e sono felice.

12 marzo

h. 8:00

Il mattino è essenziale oggi: fervono i preparativi e gli ultimi dettagli per il grande seminario.

h. 13:00
La sala è gremita di curiosi ed appassionati, giornalisti di enogastronomia, guru dell’alimentazione, professionisti e buongustai.

h. 13:30
Il mio esordio è “La Sicilia è l’isola più bella del mondo”…e scatta un applausone che quasi mi commuove.
La mia storia di siciliano a spasso per il mondo li appassiona e coinvolge ed io ne sono davvero gratificato!

Il racconto della mia vita attraverso i miei piatti emoziona anche loro: è come se, ad un certo punto, svelassi loro che in cucina l’ingrediente segreto è la passione! In Giappone, devo ammetterlo, ho incontrato professionisti eccezionali, dalle tecniche incredibili. Ogni tanto però ho sentito lo scricchiolio di un meccanismo che potrebbe di tanto in tanto incepparsi.
Nel mio lavoro ho imparato che la tecnica è tutto se ci si può abbinare estro, istinto e passione.

Qui in Giappone ho incontrato professionisti di ogni genere: qualcuno eccelso nelle preparazioni e qualcun’altro folle…da questi ultimi mi sono sentito davvero compreso!

h. 16:00
Macchine fotografiche e flash come se piovesse: domande a raffica ed applausi.
Mi piace questo mondo

Come sempre, però, la mia interprete mi intima di correre: eh si, rischiamo anche oggi di perdere lo “shinkanze” il velocissimo pendolino che in un’ora ci porta ad OSAKA!

h. 18:00
Già arrivati in hotel!!! Ed ovviamente si mangia!
Oggi, a cena da Luca, simpaticissimo italiano trapiantato in Giappone: lui ha aperto un ristò-bar toscano dove, devo ammetterlo, mi sono trovato come a casa.

Come sempre la mia interprete ha il verme solitario e dopo una buona e sostanziosa cena è ora di rientrare.

Domani sarà di nuovo sveglia all’alba!

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