Il Diario Giapponese di Pietro D’Agostino – ultimo atto

14 Marzo 2012
Osaka In hotel

21 giorni di emozioni, soddisfazioni, stupore in questa terra che amo davvero.
E sono già arrivato agli ultimi due giorni…

La mia camera ad Osaka è proprio come piace a me: design e tecnologia, lusso e comodità.
La camera da letto è separata dal bagno con una grande vetrata che si affaccia su una città ricca di luci e colori.
Dal bagno vedo la città sotto di me e mi sembra il set di un american movie!

TV all’avanguardia e peccato che ne abbia scoperto il funzionamento soltanto all’ultimo giorno di permanenza: sì perché per due giorni mi sono sorbito canali giapponesi e null’altro!

Il seminario
Il taxi corre veloce verso il grattacielo dove ha sede la scuola.
Ad accoglierci, uno chef dai baffetti alla sparviero, da tutti soprannominato “the godfather”.

Presto ci conduce al cospetto dell’Executive Chef ed della Preside dell’Istituto: bellissima accoglienza ed una perfetta disponibilità a mostrarmi gli spazi, le attrezzature e soprattutto i collaboratori. Per l’occasione, l’istituto ha schierato tutti e dico tutti gli chef dell’organigramma!!

h. 11:00
Ciack si gira!
Nonostante la grande volontà dell’istituto di fare tutto al meglio, oggi il pesce arriva alle 11:00 in cucina!
Scandalo e panico!!Per tutto il giorno, non fanno che scusarsi di questo, per loro, errore imperdonabile!

E fra una mia rassicurazione e l’altra, inizio a lavorare su questo pesce vivo e sano.
In Giappone, il pesce deve arrivare vivo nelle grandi cucine: lo trasportano in grandi vasche piene d’acqua ed è lo chef a doverlo cuocere ancora vivo.

Anche oggi mi tocca lottare con un polipo gigantesco: non ho vergogna dire che è stato merito di una mia assistente alta un metro e poco più se siamo riusciti a cucinarlo. Non so dove trovasse la forza, ma lei lo ha tramortito con delle bastonate…

Ad un certo punto, mentre mi stupivo della forza inaudita di questa ragazza, mi chiamano per mostrarmi le sarde: 700 grammi ciascuna e mi chiedono pure se sono troppo piccole!!!!!

Poi arriva un bellissimo tonno: mediterraneo pure lui! E parecchio caro a quanto pare!!

Apriamo una parentesi: dopo la visita alla famosa pescheria di Tokyo non mi impressiona più vedere il pesce vivo. Qui è d’obbligo lavorare con solo pesce che si muove … e se per caso è morto, allora il prezzo si dimezza!

Soltanto il tonno rappresenta un’eccezione: viene abbattuto intero a -60°, poi lo segano da congelato! Se non lo avessi visto con i miei occhi, avrei pensato ad una stupida leggenda metropolitana! Il colore del tonno abbattuto è vivo e quindi eccezionale, carissimo, materia prima solo per ristoranti di lusso!
h. 12:00
Pentola che bolle e preparo per tutti una norma insuperbile: certo la ricotta salata non era quella del mio ricottaio di fiducia, ma va bene lo stesso!

Peperoncino a quintali: i miei amici in Giappone ne vanno matti! E giù di the verde per “sbollentare” gli spiriti! Che bel pranzo, direi!
Caffè Illy per tutti ( 25 ) persone e si torna a finire la preparazione!

h. 17.30
I preparativi sono finiti: quindisaluti e via in hotel!
Come al solito i miei amici erano intenzionati ad andare dritti ristò, ma io stavolta una doccia la merito!

Così, per gentile concessione ho soltanto 30 minuti per riprendermi!

h. 18:15
Siamo già arrivati al ristò e come al solito, via le scarpe! Ovviamente il mio profumo di pulito cozzava con l’olezzo generale, ma non posso certo lamentarmi…sarebbe scortese!

Si inizia con “Birra per tutti!” per aperitivo e poi sakè a volontà. Al centro del nostro tavolo, una piastra incandescente ed un piccoletto pronto a cucinare per noi frittate con verdure, pollo, manzo di kobe, sushi,sashimi, tempura….

Si conclude con un brindisi finale ed un breve discorso come in tutte le cene di commiato: parola al presidente con encomi ed elogi ed io che concludo con un Brindisi all’ Italiana: CIN CIN!!!!… che per loro equivale all’organo riproduttivo maschile! Però, visto che l’ho ripetuto per 21 giorni, orami per loro vuol dire “Alla Salute”.

15 marzo 2012
Ecco giunto il mitico ed ultimo giorno in Giappone!

h. 9:00
Si aprono le danze con le ultime preparazioni per il seminario

h 10.00
Arriva la mia interprete con una tazza di caffè e mi dice “In bocca al lupo” per la giornata.

Diamo il via ad un breve meeting per definire piatti, decorazioni e tempi di uscita: in effetti, stavolta, saranno loro a gestire in pieno la cucina, perché io sarò in sala in fase di dimostrazione.
Da perfetti giapponesi, scrivono e fotografano tutto: sono certo, sarà come se ci fossi io in cucina!

h.12:00
Oggi, per pranzo, arancini per tutti , insalata di polpo che ne era rimasta un po’ e the verde a fiumi. Devo dire che mi danno soddisfazione questi miei commensali!

h. 12:58
Mancano 2 minuti all’inizio: microfono a spilla e via con il seminario!
Parto in quinta con la storia della mia vita lavorativa, da Londra a Orlando in svizzera per poi ritornare nella mia terra natia…..si lei …..Taormina!

E mentre racconto a tutti l’amore che ho per il mio lavoro e la mia predilezione per i prodotti della mia terra, inizio con la preparazione dei piatti.

Mi sento inondato di flash, protagonista di filmati, foto e domande!

Ad un certo punto l’emozione mi pervade: scorgo un giovane ragazzo dal cappello strano, lo guardo e lui mi saluta…..per un po’ non ci faccio caso ma poi ad un tratto mi ricordo, è TOTSU!! Uno dei miei stagisti: per 4 mesi con me alla Capinera, 3 anni fa circa! Sono felice di vederlo fra i miei uditori e questo mi da coraggio!

Continuo con i miei piatti e li descrivo nomino raccontandone la provenienza: sembrano tutti stupiti dal fatto che in Sicilia c’è la possibilità di trovare un così vasta gamma di prodotti unici e naturali! Ed allora, raccomando loro di cercare meglio sul proprio territorio, prodotti che li rendono unici al mondo. Intenti come sono ad imitare, spesso perdono di vista ciò che ai miei occhi è unico ed irripetibile. Questo aspetto del seminario li affascina parecchio ed infatti le domande vengono giù a raffica!

h.16.00
Il seminario, l’ultimo, si conclude con grandi applausi e foto, ma stavolta nessuno mi dice “Pietro, quickly, quickly!”
Così tiro un sospiro di sollievo e continuo a chiacchierare con gli ospiti in sala e mi sento felice!

h. 17:00
Arrivano i saluti finali con il team della scuola e via a fare un giro di shopping!
Intanto, mi aspettavano alla sede della MONTEBUSSAN dove avevano organizzato un piccolo rinfresco per festeggiare l’ottimo lavoro di tutto il team; e poi di nuovo fare festa per il mio compleanno!
Sushi, sashimi, insalate varie, frittelline e spiedini vari e poi tutta la gamma dei vini che importano dall ‘Italia.

h. 20:30
La festa giunge al termine e tutti mi dicono che si rientra in hotel! Devo dire che mi dispiace non continuare a festeggiare. Nonostante la stanchezza è pur sempre l’ultima mia notte in Giappone!!

Ad un certo punto il taxi si avventura in una serie di viuzze piene di gente e locali!
Che bello! Un’altra sorpresa!
L’auto si ferma ed i miei amici mi hanno riservato ancora festa!
Birre, vino, sakè e un’infinità di cose da mangiare: io, esausto, mangio e non mi dispero ….recito bene la parte del buon Italiano che si sa divertire!!!

h. 12.00
Come Cenerentola, si ritorna tutti in hotel: domani, alle 6.00,l’autista passa in hotel a prendermi per portarmi in aeroporto.

GIORNO 16 Marzo 2012

LA PARTENZA

h. 6:00
Puntuale arriva il taxi e via in aeroporto che da OSAKA mi porta a TOKYO.
All’arrivo, dopo il check-in, mi aspetta una super colazione Japanese style: caffè americano e latte, mentre la mia traduttrice si fa un bel piatto di crudi, come se fosse ora di pranzo. E che commento a fare??

Il mio commento lo risparmio per l’Alitalia, nostra compagnia di bandiera!
Si perché al check-in mi attende una sgradita sorpresa: il peso della mia valigia supera di 2.5 kg. il peso standard (ossia 23 kg ) per i voli internazionali. Con garbo e non-chalance l’hostess mi comunica che Alitalia applica una tariffa unica, per ogni supermento di peso, sia che si superi di 10 o di 1 kg. Il peso consentito. Costo? EURO 100,00!!!!!!!!

Persino la mia interprete rimane stupefatta, ma sono le regole…si quelle italiane, penso io!!!!

Pago e il sangue mi bolle come una pentola a pressione: non posso eliminare nulla di quello che ho in valigia, perché dentro ci sono i ricordi di un viaggio unico!! Pazienza, virtù dei forti!

Alla dogana mi chiedono: “Ha intenzione di ritornare in Giappone?”. E ben presto mi rendo conto che non te lo chiedono per sapere se diventerai un turista appassionato…lo fanno per schedarti e controllarti. Ed anche se di impatto ho risposto “Lo Spero!”, dopo un raffica di domande in giapponese, ad un certo punto dichiaro “No come back!”. E così riesco a passare!

Aspetto l’orario e via al mio posto di comando: poltrona numero 19 J

Ho salutato i miei amici con il tormentone del mese “A Rigatoni” e loro, con un sorriso, mi urlano “Arrivederci”!!!

Ho 11 ore di viaggio davanti a me e non credo che dormirò.
Porto con me così tante emozioni che dovrò metterle in ordine, metabolizzarle e raccontarle. Mi sento ricolmo di così tante sensazioni che adesso capisco per Dio ha messo il Giappone così lontano sulla terra: devi avere il tempo per riflettere su tutto e conservare in te quel che hai raccolto.
Gli oggetti mi aiuteranno a ritrovare alcuni momenti di questa esperienza, ma quel che ho dentro è molto di più di un viaggio. Sento che ho scoperto molte cose della vita: nei dettagli di questa cultura, ho rivisto il contrasto con il mio stile di vita..il nostro, quello occidentale
Chissà se avrò mai il modo di risistemare i tasselli del mio quotidiano ma, dopo aver visto, adesso so che potrei vivere meglio.
Nel mio sacco da viaggio c’è una consapevolezza in più: si è uomini giusti e forti, quando non è la vita ad assalirci, ma noi ad esserne padroni.

A Rigatoni a tutti!

2 thoughts on “Il Diario Giapponese di Pietro D’Agostino – ultimo atto

  1. Dopo aver letto, ” il diario giapponese”,
    frutto di esperienze, emozioni, certezze e consapevolezze finali,
    anch’io posso spero ” regalarti” una mia certezza, sul tuo conto……
    Certezza su una impressione avuta di te, quando ho avuto la fortuna di conoscerti.
    Dietro l’ apparenza confermata, di un grande Chef,
    esiste quella, a mio avviso piu’ importante, che Pietro D’Agostino, e’ sopratutto anche un grande uomo.

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