L’Oste e il Sacrestano – Licata (Ag) –

Licata, il nome di questa cittadina mi riporta alla memoria la Vigata romanzesca di Camilleri e l’idea di un pranzo mi conduce inevitabilmente al suo protagonista, il commissario Montalbano, ed alla sua passione per la cucina quale espressione della storia e della cultura siciliana.

Ed è un po’ questa l’esperienza vissuta da me, marito e figli compresi, presso l’Oste e il Sacrestano.

Arrivati in  Corso Vittorio Emanuele, percorriamo a piedi l’ultimo tratto che ci porta al  locale attraversando viuzze in cui si respira l’atmosfera di una kasba araba. Ci troviamo in pieno centro, e lì dove una volta vi era una sacrestia è nata questa “hostaria enoteca” .

Ad accoglierci troviamo Chiara, moglie e manager ( così scherzosamente da noi soprannominata) di Peppe Bonsignore. Il locale, seppur poco luminoso, è reso accogliente da un muro in pietra bianca con grandi foto su tela che portano la firma dello stesso Peppe, e dalla grande quantità di vini e prodotti alimentari di nicchia, che scopro essere in vendita.

Ci affidiamo totalmente “all’oste” per un menù degustazione, ho utilizzato appositamente questo termine perché è quello che realmente raffigura Peppe, un uomo che superficialmente si potrebbe definire introverso, ma che in realtà vuole solo raccontare sé stesso e la sua terra, a cui mostra un attaccamento viscerale, attraverso i suoi piatti. Piatti che parlano di territorio, di tradizioni, di ingredienti semplici, di mare e di spezie tutte siciliane. Ed in questa sua rappresentazione ha scelto di uscire dagli schemi “chef-cliente”.

Iniziamo quindi con un assaggio di pane, fatto con lievito madre, ed olio licatese dell’azienda Quignones, subito seguito da un assaggio di scaccia con salsa di pomodoro al forno,basilico e parmigiano….che ha letteralmente strappato il primo sincero ed estemporaneo complimento dei miei bambini.

Il piatto di benvenuto, un Baccalà in oliocottura su pesto di cime di rapa,pomodoro confit e granella di pane ai pinoli, ci fa ben presagire sul seguito. Baccalà dalla morbidezza, qualità  e grado di cottura impeccabile.

Segue una Bavarese di melenzana con crema di pomodoro “Buttiglieddru” e croccante di grana, la tipologia di pomodoro licatese usato già potrebbe raccontare una storia a sé, ma la bontà del piatto è data proprio dalla volontà di lasciare ben distinti i sapori e farli amalgamare dal commensale in ogni forchettata ,a propria scelta.

Successivamente una Quaglia scottata all’erbe su carciofoni, crema contadina, carciofo panato e fritto con pan brioche, altro piatto ben aromatizzato e di perfetta cottura,  forse un pò troppo dolce.

L’insalata di mare 2012 con crema di carote e riduzione di salsa di soia su croccante di pane conquista definitivamente il mio palato, eccezionale il sentore di affumicato nel polpo, particolare ma azzeccata la scelta di abbinarvi una crema di carota.

A questo punto arriva il “piatto povero” che per me rappresenta la sicilianità, ed infatti il suo nome Espressione di un territorio me ne da conferma. Un ottimo Spaghetto di Gerardo di Nola, aglio in camicia, prezzemolo, peperoncino, acciuga di Sciacca,Bottarga di Favignana, finocchietto di Licata, Colatura di Alici di Cetara, pistacchio, pinoli, uvetta e polvere di capperi. Il tutto assolutamente ben equilibrato, perfetta sapidità, ed utilizzando degli spaghetti di Gragnano, dalla caratteristica rugosità , ha ottenuto una perfetta mantecatura.

Finchè arriviamo al piatto che Peppe ha espressamente preparato su nostra richiesta e che non ha deluso le aspettative, il Chitarrone con ragout di seppia su macco di favuzze, piselli e finocchietto. Parlo di “espressamente” perchè il chitarrone era ” fresco d’impasto”!! Inoltre, perfetto matrimonio fra seppia e legumi (soprattutto perchè di stagione), e una lode alla leggerezza del ragù !

Ultimo piatto prima del dessert, una freschissima   Spigola d’amo su patata affumicata alle mandorle con spinaci croccanti e datterino al forno. La carne della spigola ,cotta con il calore di un forno in fase di spegnimento, è assolutamente succulenta e morbida, l’affumicatura “casalinga” della patata mi ricorda la cottura sulle braci dove venivano bruciate le “scocci di mennula“, gli spinaci appena scottati ,ed il datterino dall’eccezionale dolcezza, creano un connubio perfetto.

Il cannolo dell’Oste e il Sacrestano 2012 su latte di mandorla, realizzato grazie alle ricette tramandate dalla famiglia, è friabile, delicato e  gustoso al tempo stesso.

Dulcis in fundo, I Love Cioccolato 2010, una cupola di cioccolato del Nicaragua, con accanto una mousse di cioccolato al latte finissimo . (Quasi un colpo di coda alla Pasqua appena passata e con grande gioia di mio figlio!)

Prima di andar via Peppe ci fa conoscere il suo team ( Carmelo Lo Brutto e Katia Bonsignore)

E ci consegna il menù appena degustato scritto manualmente da lui, proprio perché tutto è stato preparato al momento.

Costo medio € 35,00/40,00 (escluso vini)

L’Oste e il Sacrestano – Via Sant’Andrea 19 – Licata (Ag) – 0922/774736

10 thoughts on “L’Oste e il Sacrestano – Licata (Ag) –

  1. bello e coinvolgente racconto della bravura e della passione dello chef Peppe Bonsignore che, nonostante la prossimità con un gigante della cucina creativa siciliana a Licata, Pino Cuttaia, riesce a esprimere la cultura siciliana alla sua maniera, senza distrazioni, ansia di prestazione e spirito competitivo. Pino Cuttaia e Peppe Bonsignore sono le due facce della stessa medaglia, il riscatto e la voglia di misurarsi con il futuro della nuova cucina siciliana.

  2. Consiglerei di mettere il menù completo alla carta con i prezzi. Ci sono stato qualche tempo fà e non mi sembra che 35/40 euro fosse il prezzo medio, ma poi “medio” cosa vuol dire?.

    1. Caro Andrea il prezzo medio si intende per un pranzo “tipo” antipasto,primo e secondo e come già indicato “escluso vini”! Poi sappiamo benissimo che un conto può lievitare o ridursi in base alla propria consumazione!!!! Considerando anche che il loro Menu’ cambia di giorno in giorno seguendo l’offerta del mercato.

      1. VOGLIO RISPONDERE IO PERSONALMENTE AL SIGNOR ANDREA,IL PREZZO MEDIO PER UN PASTO ALL’OSTE E IL SACRESTANO è DI € 45.00 VINI ESCLUSI DA QUASI TRE ANNI. POI TROVO SUPERFLUO PARLARE DI DENARO O FARE POLEMICHE DOPO MANGIATO,L’IMPORTANTE è IL BUON CIBO,SOPRATUTTO SE è SICILIANO.
        L’OSTE PEPPE

  3. Non volevo fare nessuna polemica, soltanto consigliavo di mettere il menu’ con i prezzi per dare una recensione completa e fare in modo che il lettore si faccia una propria idea sul prezzo “medio”. Se sia superfluo parlare di prezzi lasciamo decidere ad ognuno di noi. Grazie.

  4. Conosco questa osteria da tempo, girovagando per lavoro ogni tanto passo per Licata e ogni volta che esco non vedo l’ora di ritornare.
    Giorgio

  5. Molti ristoranti all’estero hanno dei menù con i prezzi e alcuni senza prezzi, alle signore viene dato il menù senza prezzo agli uomini il menù con il prezzo. Il motivo è semplice : per non condizionare una signora che magari è invitata a scegliere il prezzo più basso.Ad ogni modo il menù deve avere il prezzo con i vari asterischi che indichino i prodotti freschi da quelli congelati.

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