StraOrdinario – Una festa fuori da ogni schema!

di Cristina Barbera

“Accattativilli… un euro, un euro!” queste le urla che ieri sera si sentivano nella “piazza” allestita all’interno del cortile della Cantina Barone di Villagrande di Milo durante “StraOrdinario”, l’evento gastronomico dedicato al cibo da strada promosso dal Comune di Milo, dall’azienda Barone di Villagrande e da Caponataweb.

Non una festa del cibo da strada qualsiasi, ma una festa fuori dall’ordinario…

Sei chef Dario Di Liberto de Il Tocco di Ragusa, Carmelo Floridia della Locanda Gulfi di Chiaramonte Gulfi, Ciro Pepe della Veranda di Misilmeri, Corrado Parisi della Locanda del Monsù, Giovanni Santoro dello Shalai Resort, Turi Siligato del Nero D’Avola di Taormina con fantasia ed estro hanno dato un’interpretazione tutta loro dello street food.

Una barca, un ombrellone e un calderone, gli arnesi di cui il simpaticissimo Corrado Parisi, aiutato dalla moglie Mariella, si è servito per offrire la sua singolare “pasta con le sarde da passeggio”, realizzata con pasta trattata con un particolare processo (troppo complicato da spiegare!) a forma di cannolo, ripiena con i condimenti tipici della pasta con le sarde, e… fritta. Un “siluro di bontà” da poter gustare tranquillamente durante una passeggiata.

Il vivace Ciro Pepe ha dato prova della sua inarrestabile creatività con la sua gustosissima “cazzilla che voleva diventare un’arancina rotolando nel cous cous”, un piatto, la cazzilla (patata ripiena di ragù di tonno),  in piena crisi d’identità! E per dare al suo piatto una certa stabilità e una vera immagine di cibo da strada, Ciro ha proposto la sua creazione sistemando “i ferri” del mestiere su una “lapa” (per gli abitanti di Pordenone e dintorni: la tradizionale moto ape, il mezzo di trasporto a tre ruote), supportato e supervisionato “dal padre della sua sposa”…

Dalla “finta arancina” di Ciro all’arancino (la diatriba sul nome del prelibato alimento non finirà mai!) vero (perché preparato con il riso) di Dario Di Liberto, vero, ma non ordinario… un arancino tutto nero, dalla panatura di pane naturalmente nero, al riso mantecato al nero di seppia, con dentro ragù rosso di seppia e salsiccia, adagiato su una crema di tenerume… è necessario aggiungere altro?

“Panino con trippa e baccalà”, un accostamento insolito ma azzeccato, quello dell’originale Carmelo Floridia che, aiutato come sempre dalla moglie Deborah, ha realizzato per la sua personale interpretazione. La fragranza del pane caldo e i differenti sapori dei due ingredienti hanno deliziato gli intervenuti, anche i più diffidenti…

Il giovanissimo, ma altrettanto competente, Giovanni Santoro ha proposto un Paninetto alle olive nere imbottito con salsiccia di maialino dei Nebrodi, battuta al ceppo e verdura di campagna saltata all’aglio, un piccolo boccone per il pubblico, ma un grande effetto per il giro vita!

E, dulcis in fundo, lo straordinario Turi Siligato, come sempre “in canotta”, ha offerto la porchetta di maiale, dell’azienda Nero Maialino di Giuseppe Indorato, presentandola in diversi modi, ma tutti con lo stesso fine: mangiarla!

Nella “piazza” gremita di persone, alla presenza del soddisfatto padrone di casa, Marco Nicolosi, a  rendere omaggio al cibo non c’erano solo gli chef, ma anche alcuni produttori siciliani:

naturalmente non potevano mancare l’azienda Agrirape di Leonforte con le sue marmellate, confetture e legumi, rappresentata dal misterioso Angelo Manna, accompagnato come sempre dall’instancabile sorella Melania,

gli olii dei Frantoi Cutrera di Chiaramonte Gulfi presentati in tutte le loro varietà dall’irresistibile Sebastiano Salafia,

l’azienda Cammarata di Caltanissetta, con i suoi formaggi di capra,

la macelleria dei f.lli Sciuto di Milo,

il panificio Mignemi di Catania,

l’azienda  Casalgismondo di Enna con  i suoi formaggi di pecora e

l’azienda Alaimo di Delia con le sue “cudduredde”.

Non poteva mancare il vino, che in passato veniva acquistato nelle “putìe” per accompagnare i cibi. E quelle presenti ieri sera erano “putìe” di grande rilievo, provenienti tutte dall’Etna: Pietradolce, Barone di Villagrande, Benanti, Biondi, Girolamo Russo, Graci, Murgo , che insieme, spalla a spalla, per tutta la serata hanno mesciuto il loro vino, “ca sapi bellu, fatto cca  so racina e ‘nta so terra (cit. Cav. Giuseppa Benanti)” nei calici di tutti quanti…

Nel corso della serata, è arrivato un ospite d’eccezione,

lo Chef Carmelo Chiaramonte, che, accolto con grande affetto da tutti quanti, con la sua semplicità e il suo grande fascino ha raccontato numerosi aneddoti legati alle esperienze che quotidianamente vive, alla ricerca dei prodotti e dei materiali trasformandoli poi in piatti di alta qualità.

Gli chef e i diversi produttori con i loro piatti, i loro prodotti, ma soprattutto con la loro grande vitalità hanno accompagnato i partecipanti in un percorso caratterizzato dal gusto e dalla genuinità, in un’atmosfera ricca di odori e suoni, tipici della strada, ma riprodotti in una cornice lontana dalla strada,

dove la montagna da un lato e il mare dall’altro con la loro maestosità hanno arricchito un evento “StraOrdinario” realizzato fuori da ogni schema dall’ormai veterano Andrea Graziano e da tutti i “caponatari” che con la loro telecamera con la simpatia e la naturalezza di sempre hanno dato un tocco in più alla serata… un tocco naturalmente StraOrdinario!

Foto di Salvo Gulizia – Colonna sonora della serata: Roy Paci – Tinturia – Alfio Antico

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