LA CUCINA DI DONNA CARMELA

Donna Carmela

di Danilo Giaffreda

Sono delizie da mille e una Sicilia quelle che, mentre chiacchieri comodamente seduto su ampi e accoglienti divani, intorno a un camino, solerti camerieri ti servono a ritmo serrato, come aperitivo, sotto i tuoi occhi.

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Salumi e formaggi artigianali di rara bontà provenienti dai vicini Nebrodi, cartocci di gamberi rossi fritti, tortini di Ragusano con vincotto e miele di zagara, alici a beccafico con ceviche di sgombro e tagliatelline al nero con scampi, seppia e ricotta al limone, bagnate dalla freschezza fruttata del rosato Pietradolce – voluttuoso nettare da Nerello Mascalese di produzione propria – sono l’incipit di un racconto che dalla mollezza del salotto continuerà poi a tavola avvolto da un servizio premuroso e attento e una certa, rassicurante, informalità.

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La dimora dove Sherazade incanta Re Shahriyar salvandosi la vita, qui si chiama Donna Carmela, è a Carruba di Riposto, poco lontano da Catania, sotto la mole maestosa di un’Etna inquieto. E che le suggestioni esotiche non si esauriranno a cena lo capirai il mattino dopo, quando, al risveglio, spalancata sulla luce la persiana della camera dove hai deciso saggiamente di concludere la giornata quasi azzerando il tragitto tra la tavola e il talamo, ti accorgerai di essere praticamente immerso in un lussureggiante giardino dell’Eden che digrada dolcemente verso il mare.

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Palme di ogni specie, piante grasse, ulivi, alberi di agrumi e fiori esotici dal profumo inebriante ti circondano da ogni lato e si perdono all’orizzonte senza soluzione di continuità. Il mare è bagliore accecante sullo sfondo, ed è l’artefice, insieme a un’orografia vocata, di ciò che ha reso possibile questo miracolo verde: un microclima ideale, unico, che l’uomo – in questo caso la famiglia Faro, proprietaria della tenuta – ha saputo sfruttare ad arte per creare un vivaio di essenze mediterranee e subtropicali unico in Europa.

Nella tenuta, sia il ristorante – la Cucina di Donna Carmela – che l’albergo – diciotto accoglienti camere, bozzoli dotati di ogni comfort possibile – nascono in origine come esclusivi servizi a disposizione dei buyer provenienti da tutto il mondo, ma presto, su loro stessa richiesta, per poterci soggiornare anche in vacanza, vengono aperti al pubblico come insolito ed elegante resort.

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Niente di troppo formale, però. Nulla che metta in soggezione. Nessuna paludata etichetta. L’atmosfera è confidenziale e tutto è pensato per essere semplice, accessibile e rilassante. Come al ristorante. Dove, come anticipato, la cena può essere preceduta da un aperitivo consumato sui divani. Dove, a farti assaggiare una cucina tradizionale ma non troppo, c’è Andrea Macca, uno chef giovane, sorridente e soprattutto attento ai complimenti come ai commenti. Dove, a sciogliere riserve e indecisioni in sala, ci pensa Emanuele Fioretti, un maitre sommelier altrettanto giovane, dinamico, appassionato e di belle ed eclettiche esperienze. Dove, avendo cura di liberare la mente da stereotipi e confronti, puoi divertirti e godere di una cucina che attinge frutta e verdura freschissima dal vivaio a disposizione e l’abbina a carne e pesce con semplicità e leggerezza.

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Il piatto di benvenuto a tavola, dopo i promettenti preliminari sul sofà, è una conciliante e golosa pancia di maialino dei Nebrodi con salse ai broccoli e al fondo bruno e broccoletti in agrodolce: cotture precise, sapori netti e ben distinti, un esercizio di equilibrio che è la carta d’identità dello chef.

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Si passa a una sicilianità più prorompente con le linguine in salsa “moresca”, antica e sempre efficace ricetta isolana con erbette, alici, capperi, mandorle e pane “atturrato”: armonia di stimoli palatali, memoria di gusti dimenticati, fusione magistrale di ingredienti “di carattere”.

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I toni si smorzano di colpo con le caserecce con costoletta di agnello e verdure di campo: sapori lievi che non decollano, contrasti troppo limati, assente il colpo di reni che lo renderebbe un grande ed eloquente piatto di territorio.

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L’angus al barbecue con salsa di verdure allo “zogghiu” è una bella e riuscita intuizione di cotture e consistenze. La carne, appena scottata dalla brace per mantenerne intatte morbidezza e succulenza, è accompagnata da verdure cotte ai carboni, aromatizzate con il tipico condimento siciliano a base di aglio, aceto, prezzemolo e menta e ridotte quindi in una crema densa e dalla forte nota di affumicatura. Colori e sapori vivi, incisivi e persistenti.

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Il dessert di rito è il classico cannolo alla ricotta, che sfugge però all’ennesima, ripetitiva, rivisitazione grazie alla freschezza e al profumo del gelo di cannella, della marmellata di arance e del latte di mandorla.

E’ lineare, elegante e incisiva la cucina di Donna Carmela, perfettamente in empatia con l’armonia della natura intorno. Quella selvaggia e imprevedibile dell’Etna e quella addomesticata del vivaio, moderna e rassicurante. Una cucina senza velleità, senza ansia da prestazione e perfettamente nel solco delle aspirazioni aziendali: ospitalità di eccellenza, valorizzazione delle migliori risorse territoriali, efficienza e qualità dei servizi. In pratica, la Sicilia che tutti vorremmo. Oltre il fascino che naturalmente ispira e l’amore che istintivamente le tributiamo.

Donna Carmela
Contrada Grotte, 5
Carruba di Riposto (CT)

Tel. +39 095 809383

foto di Danilo Giaffreda

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