Il Sommelier Indipendente se ne va. Capriotti e Sultano “si lasciano” dopo 4 anni

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Quattro anni in Sicilia per lui possono bastare. Tanto più che quattro anni a dirigere la sala del Duomo di Ciccio Sultano si potrebbero moltiplicare per dieci, per fatica, ma anche qualità dell’esperienza. “Un’esperienza bellissima, indimenticabile, che porterò sempre nel cuore“, ci racconta Valerio Capriotti annunciando ormai ufficialmente l’addio al due stelle di Ragusa Ibla e alla Sicilia e la scelta di tornarsene a Roma.

Porterò a Roma la mia indimenticabile esperienza siciliana – assicura Valerio, ma senza voler ancora anticipare in quale sala lo ritroveremo da qui a qualche mesee porterò i progetti con i miei Bevitori Indipendenti, le amicizie costruite in questi anni, la mia voglia di fare anche qualcosa per la cultura della sala e dell’accoglienza in genere: cercare di far capire che il nostro è un lavoro affascinante, non sarebbe male! Progetto che purtroppo in Sicilia non è mai riuscito a decollare per insufficienza di partecipanti“. Con la sua partenza, infatti, la Sicilia perde momentaneamente anche il delegato di “Noi di Sala, l’associazione italiana che riunisce i professionisti che hanno ancora voglia di difendere lo stile di questo mestiere: “Roma è sicuramente una piazza più grande e un po’ di ottimismo ci vuole. Contribuire ad accrescere il fascino dell’accoglienza italiana, come da qualche anno stiamo facendo con gli amici di Noi di Sala, è uno dei miei obiettivi!“.

Da quando è sbarcato in Sicilia quattro anni fa, dopo le maratone capitoline tra Uno e bino e Roscioli, ha dato il suo contributo alla già notevole cantina del Duomo, coltivando la sua impronta di “Sommelier indipendente“, che sta ben lontano dai corsi ufficiali, preferisce studiare sui libri, tra i bicchieri e viaggiando per le vigne a stringere le mani callose dei vignaioli veri. Tanto che in pochi anni in Sicilia, allergico alle etichette dai grandi numeri, è diventato una sorta di “super sponsor” dei piccoli produttori, aiutandoli a far arrivare i loro vini sulle labbra più sensibili. E che dentro questo filone ha fatto nascere un piccolo movimento di “Bevitori indipendenti” che da qualche mese organizzano in Sicilia eventi dedicati alle bottiglie più coraggiose.

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Ma ora basta, nel ventesimo anno della sua intensa carriera iniziata ad appena 16 anni, il Celliere del Duomo si mette nello zaino esperienza e voglia di continuare a giocare come un bambino tra vini e distillati, tisane e cocktail, sempre alla ricerca di un abbinamento sensazionale e della formula  perfetta per l’accoglienza impeccabile, capace di danzare sempre sul filo tra il rigore della forma e l’informalità della relazione, della battuta sempre pronta, del piacere autentico di condividere il racconto dei grandi vini.  Valerio torna a fare il “Cameriere” – come direbbe lui, con la “C” maiuscola – nel mondo della ristorazione romana che per lui è come una gigantesca, confortevole casa, e assicura che di fermento, nella pentola dove ribollono le sue idee e il suo entusiasmo contagioso, ce n’è già parecchio.

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Scelta coraggiosa la mia – ammette Valerio, giacché prima di lasciare una sala stimolante come quella di Sultano ci avrà pensato di certo più di una volta – ma doverosa e ponderata. Doverosa soprattutto nei confronti della mia famiglia: mia figlia cresce, non posso e non voglio permettermi di perdermi la sua crescita. Per 20 anni ho scelto la strada del lavoro, piena di sacrifici, impegno, piena di buche, ma anche una strada con paesaggi e traguardi fantastici! Questa mia vita siciliana è stata colorata da tante soddisfazioni, non potevo chiedere di più. A partire dagli insegnamenti di un grande chef come Sultano, eccellente restaurant manager, una macchina da guerra come poche altre, capace di trasmettere l’esigenza ed il senso del dovere che abbiamo nel fare questo mestiere e il senso di rispetto che dobbiamo nutrire nei confronti dei nostri ospiti: lo ringrazierò sempre per questo. Come ringrazierò sempre questa splendida terra e le persone che la abitano. Tutti quelli che mi hanno aperto la porta di casa accogliendomi da subito! Porterò nel cuore la Sicilia, con cui rimarrò continuamente in contatto, anche per altri lavori che sto seguendo e che continuerò a seguire qui“.

In bocca al lupo, Valerio!

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Valerio Capriotti nel 2012 a Il Sale Art Cafè, prima della cena con Ciccio Sultano

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