Il riso siciliano secondo venti cuochi. Per SorRiso siculo 4000 assaggi di felicità

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In principio fu l’arancino, ora sono oltre venti ricette pensate per un solo ingrediente speciale: il riso siciliano. La terza edizione di SorRiso siculo si conclude con un bilancio di 4000 assaggi di felicità, regalati al pubblico da sedici chef, tre pasticceri e due pizzaioli, impegnati nella gara della fantasia per tirar fuori il meglio da questo prodotto che torna sulle tavole siciliane grazie alla determinazione e alla curiosità del giovane agronomo leonfortese Angelo Manna di sperimentare sulle colture in via di estinzione.

Le cucine di Casa Ciomod, a Modica, sono state ben messe alla prova dall’invasione dei cuochi e delle loro brigate, che hanno presentato le loro ricette nel corso di cinque un po’ sonnolenti ma intensi cooking show, poi risolti con l’arrivo del grande pubblico e l’effervescente salto tra i finger food preparati e raccontati dagli chef per tutti gli ospiti: tra il dolce e il salato, il variopinto caleidoscopio della loro creatività ha restituito lo spettro infinito delle interpretazioni del gusto, pur a partire da un ingrediente semplicissimo com’è il riso.

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Cosa ci è piaciuto di più?
Il “vi Supplì-co non chiamatemi arancino” di Peppe Bonsignore innanzitutto, un supplì di riso vegetariano che avrebbe meritato una segnalazione anche solo per il suo gioco di parole. E la “Sarda a becca riso” di Dario Di Liberto, che si è inventato un ripieno di riso per la classica ricetta della sarda a beccafico. Decisamente non male la prova di Rosario Umbriaco, che ha preparato il “SorBignè”, un bignè realizzato con farina di riso, ripieno di pomodori secchi, acciughe e ricotta. E poi un grande ma intramontabile classico come il Timballo di riso, con spuma di bufala, di Elvio Costarelli.

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Naturalmente non potevano mancare gli arancini e su tutti quello al nero di seppia inventato a sorpresa dal messinese Tommaso Cannata.

I dolci? La “Bavarese di riso alle mandorle” di Paolo Piccione, con gelee di fiori di hibiscus e mouse al cioccolato bianco, limone e cardamomo, merita il premio del gusto, anche se quello dell’originalità va senza dubbio all’Uovo di Colombo di Antonio Colombo, una ricetta dolce presentata a forma di uovo “a occhio di bue”.

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A fianco alle ricette, le birre del birrificio artigianale di Modica Tarì e i vini delle cantine siciliane, ma soprattutto i le eccellenze agroalimentari legate al territoriocon produttori come Massimo Castro con la sua mortadella e Bubalus con le sue mozzarelline di bufala.

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Tra loro non poteva mancare Fud che ha letteralmente “fatto sognare” con il suo mitico panino Suitt Drims, tutto dedicato a SorRiso siculo.

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“Grazie ai deputati, ai sindaci, agli assessori presenti per il loro sostegno…”, hanno scherzato Andrea Graziano e Carmelo Floridia nel loro – ormai solito – sketch sui saluti finali. Tutto questo per dire piuttosto che le cose meglio riuscite sono quelle che si fanno senza la necessità di cercare sponsor istituzionali, ma contando piuttosto sulla generosità di tante persone – produttori e cuochi in questo caso – che condividono la grande passione per il loro lavoro e per questa terra e sanno fare rete, semplicemente mettendoci il cuore.

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