San Marco d’Alunzio (Me) Repubblica Medievale

Non è una lacuna scolastica, ma un paradosso turistico – gastronomico in cui ci siamo imbattuti per la scontatissima e tradizionale gita fuori porta ( non potevo utilizzare termine più abusato) per il week end del 2 Giugno, giovane festa dedicata alla Repubblica Italiana.

Teatro del tour, il paesaggio in cui il bellissimo mar Tirreno sposa le colline che fanno da avamposto ai Nebrodi. Subito da consigliare un tuffo ristoratore a Capo d’Orlando, acqua trasparente, spiagge pulite ed attrezzate e splendide baiette da scovare in un bellissimo lungomare che va dal caratteristico borgo di San Gregorio fino al centro della cittadina. 

Pausa pranzo, se si vuole evitare il solito panino da spiaggia, all’Altra Risacca, trattoria collaudata dove mangiare dell’ottimo pesce, ben preparato e dal buon rapporto qualità prezzo.

E poi, per chi vuole prolungare la sua permanenza (consigliabile il periodo di giugno – luglio, meno affollato), altra dritta è un carinissimo B&b, anch’esso testato ed aggiunto nella lista delle buone esperienze, Le Terrazze.

Una villetta al centro  del paese con un delizioso giardinetto interno profumato e colorato, come simpaticamente accoglienti sono i due padroni di casa Pina e Salvatore … da non perdere! Noi proseguiamo per San Marco d’Alunzio, pochi chilometri dopo aver attraversato Rocca di Caprileone (ricordata dai gourmet per aver dato i natali ad uno dei migliori ristoranti dei Nebrodi ed oltre, l’Antica Filanda) incontriamo il bivio che precede una serie di tornanti che in pochi minuti ci conducono ai 540 metri sul livello del mare di questa cittadina che sembra “incappucciare” la collina.

Fanno da corona i Nebrodi e si resta abbagliati dalla bellezza del panorama del golfo che va da Capo Milazzo a Monte Pellegrino e che incornicia le isole Eolie.

Tutto davvero speciale, ma non finisce qui.

Ci addentriamo verso il cuore del borgo medievale, le case aluntine incastonate nel rosso marmo locale, fanno da scenario a numerossime chiese (più di 20!) conventi,, palazzetti, brani di un’antica cinta muraria ed è subito festa, ci spogliamo dei panni balneari ed entriamo in atmosfera medievale.

Ci fanno da Ciceroni i fratelli Monastra ristoratori ed albergatori, ma soprattutto organizzatori, animatori, factotum sia della festa che si ripete in diversi periodi dell’anno ma anche della vita del borgo.

Nino, sommelier di lunga data, ci “obbliga” ad una tappa in un wine bar del corso principale, ed è subito aperitivo in preparazione alla cena, con un buon Spumante Metodo Classico, inzolia  e chardonnay, della cantina Milazzo.

Ben servito, freddo, davvero un bell’inizio.

Poi tra intricate viuzze, scalette e piazzette (tutto in miniatura!) ci conduce alla casa che condivideremo con Paolo, fautore della giornata, Anna, Chiara, Nicoletta, Giovanna ed Ombretta (i soliti compagni di merenda e tanto altro!).

Casa dello Algozirio (agente giudiziari del re), nel vecchio quartiere di Sant’Andrea, modulato dagli influssi della storia greca, romana, bizantina, araba e normanna.

Pernottare nel Borgo Medievale vuol dire abitare anche nelle case dello Aromataio, del Pensatore, dello Scrivitore, dello Pingitore, dello Musico, dello Acatapano, dimore ben restaurate e rifunzionalizzate, che mantengono intatte le sensazioni e le  suggestioni del tempo.

Capitolo cena. Luogo: La Fornace; fame: tanta; padrone di casa: Nino… si sempre lui! Locale classico, una sala, anch’essa classica, ma presto la sorpresa, una carta di vini che non ti aspetti! Molti fanno capolino tra le mensole vicine ai tavoli… Sfursat, Amarone, Barolo, grandi vini, grandi cantine dal Piemonte alla Sicilia, centinaia di etichette alla carta.

Capiamo subito che qui Nino fa rima con… buon vino! Facciamo fare a lui anche per il menù.

Antipasto del buongustaio… classico.

Ma ancora una sorpresa un ottimo carpaccio di manzo marinato al thè. Buonissimo e sorprendente.

Primo, ovviamente classico e materno, dal quale stabiliamo che in cucina lo chef è donna.

Ed è vero.

Due tegamini incandescenti custodiscono una pasta fresca fatta in casa al forno ricca di formaggio, prosciutto e melenzane, ben “incastagnata” (per chi legge da fuori Catania, con una ammiccante gratinatura in superficie) proprio come la richiederesti alla mamma per il pranzo della domenica ed un risotto ai funghi porcini, ben tirato e saporito. Il secondo? Classico! Una buona grigliatina mista di carne e degli spiedini.

La scelta del vino? Ottima. Nino ci porta al tavolo un Nero d’Avola 2005 Feudo Montoni, Selezione speciale Vrucara. Acqua con bollicine rigorosamente San Pellegrino.

C’è classico… e classe, anche la scelta delle acque minerali sorprende, come (e questo potrebbe essere un punto da approfondire sui prossimi post del blog) l’attenzione prestata alla preparazione di cibi per celiaci. Ci congedano dal locale dei soufflè alla crema di nocciola caldi, un piatto del “buon ricordo” davvero delizioso accompagnato da una buona grappa barriccata!

La passeggiata serale nel borgo illuminato è suggestiva e già ci prepara al giorno di festa: domani qui sarà Medioevo! E così accade, ci svegliamo e scopriamo che la piazzetta di fronte casa è gia un piccolo mercatino di lavori artigianali in legno, sentiamo il battere di un martello sull’incudine, il fabbro è in azione ed affacciandoci dal balconcino scorgiamo un arciere che si esercita scagliando le frecce verso un paglione.

Uscendo scopri un borgo trasformato, gente in costume che suona e danza, ogni angolo ha i suoi protagonisti, la banda del paese intona musiche e precede il piccolo corteo di gente vestita da cortigiani.

Poi formaggi e salumi di produzione locale, famoso e pregiato il Salame di San Marco, l’olio Extra vergine d’Oliva, il miele…

Degustazioni, negozietti di artigianato locale tra i quali ne spicca uno di filati pregiati che vede protagonista il lino siciliano e le sue più classiche lavorazioni, gruppi di turisti guidati che fanno visita alle più belle chiese ed al museo di San Marco, proprio una bella atmosfera da godersi fino al pranzo, consumato in modo più frugale.

Nel pomeriggio ci congediamo da San Marco, dal buon padrone di casa Nino e dalla famiglia Monastra tutta, per concederci un bagno nella spiaggia di Sant’Agata di Militello prima del ritorno a casa. Non senza rimpianto… la sera infatti, a conclusione del giorno di festa a San Marco d’Alunzio, è prevista la Cena Medievale, con preparazioni  a tema e tavole imbandite d’epoca… ma il “rientro intelligente” ci chiama! Una bella e buona esperienza, gente accogliente e propositiva, che crede nelle risorse del proprio paese e ne tocca le corde unendo la piacevolezza dei luoghi alla cultura ed alla passione per la tavola.

Tutto a San Marco d’Alunzio per un giorno ci ha raccontato del Medioevo, allora ci sentiamo di fare “una crociata” a favore di questi incantevoli luoghi dei Nebrodi, una “terra santa e ospitale” tutta da conquistare nei fine settimana o in periodi più lunghi di vacanza tra mare e collina. O mi raccomando… solo con le armi della curiosità e del pieno relax!

De Gustibus Q.b. 

 

Contatti: Borgo Medievale Case Albergo  e ristorante La Fornace:  Tel 0941797297. Cell. 3291087930 –                   Via Cappuccini 141 San Marco d’Alunzio

 B&b Le Terrazze –  Capo d’Orlando. www.bbleterrazze.com  

Agriturismo Villa Nicetta – Acquedolci (me)

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Un ora e quarantacinque minuti di macchina ed un paio di pedaggi autostradali, tanto basta per lasciarsi alle spalle una caotica e rumorosa Catania e trovare un piccolo angolo di Paradiso immerso nella campagna.

Ritorniamo dopo dieci anni a “Villa Nicetta” trovandola rimodernata nelle strutture e negli spazi ma invariata  nel fondamentale concetto che si propone di offrire, massimo relax in connubbio con la natura e tanto tanto cibo.

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La Domenica di Pasqua, appena arrivati,  ci sistemiamo i una camera comoda e ben arredata in stile mediterraneo nell’ala nuova appena finita di restaurare.

Ed e’ subito il Pranzo!!!…Pane fritto,caponata,peperoni ripieni,zucca saltata,tuma fritta,carciofi,broccoli,focaccia con salsiccia,macco,arancini e scaccie ripiene, sono solo alcuni degli antipasti che ci sono stati serviti, tutto preparato con alimenti prodotti in azienda(come ogni agriturismo dovrebbe fare), accompagnati da un buon pane e vino anch’esso prodotto in loco.

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Seguono due ottime paste e il meraviglioso agnello al forno, davvero superlativo.

Dolci,liquore,caffe’…forse abbiamo un po’ esagerato, ma daltronde qui’ si viene per mangiare e per riposarsi e noi non vogliamo farci mancare niente.

I bimbi si divertono a giocare con gli animali in mezzo al verde ed i genitori si rilassano dopo il grande pranzo.

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La sera, pane,formaggio e qualche uovo sodo davanti al camino nella suggestiva dimora nella costruzione centrale.

Che dire, un vero agriturismo come pochi se ne trovano in Sicilia, non un ristorante “camuffato”, ma un vero posto dove poter avere un ottimo contatto con la natura e con se’ stessi, dove si puo trovare il tempo per pensare e dove si deve trovare il tempo per non far niente.

Un grosso plauso alla famiglia Salmeri che ormai da anni porta avanti questo interessante progetto di qualita’ e semplicita’.

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Contatti: Azienda Agrituristica Villa Nicetta di Salmeri Salvatore c.da Nicetta – 98070 – Acquedolci (me) tel. 0039 0941 726142 cell. 368279924 mail salmeri@villanicetta.it