Locanda Locatelli – Londra

Visitato qualche tempo fa, scritto per la categoria: Mi ritorni in mente…
“La grandezza di Londra? Una città dove i sapori più diversi si incontrano e si mischiano. Chiunque passa lascia un segno, una traccia delle sue idee. Anche se i grandi chef spesso sono solo chimere, lasciano comunque uno stimolo che viene preso e interpretato dagli altri. E’ questo melting pot che dà una grande energia alla città.”
Parole di Giorgio Locatelli, chef da Corgeno, in provincia di Varese, dove è nato nel 1964. L’Italia gli sta stretta e si trasferisce in Svizzera, poi nel 1986 approda in Gran Bretagna, dove lavora per quattro anni nelle cucine del Savoy Hotel, con Anton Edelmann come maestro.
Successivamente a Londra, i suoi piatti appaiono nei menù di diversi ristoranti (Olivo, Red Pepper, Zafferano), fin quando, nel 2002, apre la sua Locanda Locatelli. Oggi Locanda Locatelli è uno dei migliori ristoranti italiani della capitale britannica fra i suoi clienti Tony Blair, Woody Allen, Madonna e Vladimir Putin e qualche mese fa… quattro ragazzi catanesi.
Diciamo che, programmando un viaggio lampo a Londra, insieme a Roberto,Enzo ed Armando, avevo estorto loro come al solito la promessa che una delle tappe irrinunciabili del nostro girovagare londinese sarebbe stata una visita alla Locanda Locatelli.
Così è stato. Infatti solo a poche ore dal nostro arrivo, l’operazione booking scattava, presentandoci direttamente al bellissimo ed elegante ristorante di Giorgio.
La mia emozione era palpabile, Giorgio oltre alla fama acquisita per la sua bravura ai fornelli, era entrato a casa mia dal Gambero Rosso Channel grazie alla serie televisiva “Tony & Giorgio”.  
Due uomini, due chef ( l’altro è Tony Allan), due amici, due paesi diversi: un unico grande amore la cucina italiana interpretata con ironia e divertimento, in uno dei palcoscenisci più belli del mondo, Londra.
Attesa per il pranzo? Due giorni, si può fare, anzi si deve! E soprattutto Giorgio, vera star mediatica e quindi pieno di impegni, ci sarà!
Il tempo passa velocemente e per restare in tema enogastronomico, le nostre giornate sono scandite anche dalle interessantissime visite ai negozi dedicati al cibo, dai mercatini alle scenografiche presentazioni di Harrod’s, dallo storico negozio di Twinings alla spettacolare concentrazione di colori, profumi e sapori del mercatino di Camden dove sono riassunte tutte le cucine del mondo. 
Scegliamo per il giorno stabilito la camicia meno stropicciata… fermata del Tube londinese Marble Arch vicinissima ad Hide Park, qualche centinaio di metri e la Locanda Locatelli si affaccia dalla bella Seymour Street. Ci siamo.
Spazi luminosi, moltiplicati dall’effetto oblò di specchi convessi davvero belli, l’abbigliaggio dei tavoli è semplice, elegante, già raggiungendo il tavolo a noi riservato, si respirano i profumi italiani, le etichette dei vini  e degli oli impreziosiscono il locale e parlano dell’eccellenza italiana.
I londinesi sono davvero fortunati, questa è un’isola del gusto, anzi la penisola (tutta l’Italia e le sue tipicità sono presenti) del piacere di stare a  tavola. Sul tavolo troviamo pane e focacce calde, olio toscano e siciliano, è una festa… buonissimo fragrante (ne consumeremo, in attesa dei piatti ordinati, quasi un chilo!)… tra la divertita curiosità dei nostri vicini autoctoni e poco abituati al pane e la complicità dei camerieri, tutti italiani e professionalmente impeccabili.
Una curiosità? Ognuno di noi a tavola era contrassegnato negli appunti del metre da un numero e servito sia  per l’acqua che per i piatti senza che ci fosse bisogno di chiedere nulla.
Scegliamo di condividere una più ampia scelta di piatti, quasi un menù degustazione comune.
Cominciamo con un’Insalata di piedino di vitello, piatto ben fritto, croccante, ammorbidito da una straordinaria mostarda di Cremona. Ottimo inizio.
 
Come primi, tradizionali Linguine (anzi come si dice a Londra Linguini) all’aragosta e dei ravioli di gamberi con verdure. Si sale di livello ed il top come previsto arriva con i secondi.
 
 
Trancio di rombo liscio all’acquapazza, (come tradurranno acquapazza in Inglese, “crazy water??!)
                
e poi i piatti di carne:  Fegato di vitello al balsamico (l’aceto balsamico è entrato a pieno diritto tra i prodotti più apprezzati dagli inglesi, che lo prediligono perchè vicino alla loro passione per i dressing agrodolci)
                
e dulcis in fundo Filetto di cervo, porcini e crema fritta.
                
In questo piatto c’è sintetizzata la filosofia di cucina fusion di Giorgio Locatelli. Il cervo è indigeno, i porcini rigorosamente italiani, la crema fritta? Un elegante “pesce d’uovo”  (quello a cui siamo abituati da piccoli e che le nostre mamme preparavano con la mollica, l’uovo e l’aceto rimasti dopo aver panato le cotolette) fatto con uova, zucchero, farina di mais e mollica. Una polentina povera, che non sfigurava certo per gusto ed immagine vicino a sua maestà (per restare in tema) cervo. Davvero incredibile, Italia, Inghilterra, stili di cottura, gusto, ricchezza e semplicità insieme per un piatto che come si suol dire “vale il biglietto”!
I dolci ben presentati e coreografici, sono anch’essi per tecnica e per  ingredienti utilizzati, uno spaccato d’Italia: La Zuppa di pomodoro dolce (Pachino per la precisione) gelatina di balsamico (arieccolo!) e sorbetto al basilico,
 
e d’Inghilterra, con le più English, Pere cotte al vino rosso e bianco con cannella e anice stellato.
 
Un dolce preludio al primo vero caffè espresso delle nostre giornate londinesi. 
Da apprezzare anche la scelta delle acque minerali, a volte mortificate nelle carte dei ristoranti; noi abbiamo pasteggiato con la Lurisia.
Come detto in altre incursioni gastro-amichevoli del blog alla fine è la somma che fa il totale!
Ma è Giorgio Locatelli, la sua cultura, la sua passione, la sua managerialità, la sua attenzione alle materie prime ed alle risorse umane a fare la Locanda Locatelli.
Così dopo il caffè, ci viene a trovare e si siede con noi a tavola, una vera e propria rimpatriata. Ci parla di lui, delle sue esperienze e oltre all’ovvia stanchezza di un generale di “brigata”, trasuda tutta la sua simpatia e generosità italiana. Un uomo vero che non si è montato la testa e chiede notizie della Sicilia che ha visitato tantissime volte alla ricerca del bello e del buono. Nel frattempo anche i ragazzi che servivano ai tavoli finito il turno lasciano il loro professionalissimo applombe, e si avvicinano a noi, si parla di tutto, di studio, di calcio! Davvero tutto molto bello.
Fuori Londra, dentro una Little Italy, piena di entusiasmo, umanità e amore per quello che si produce. Un posto che si fa luogo e resta nella memoria, la Locanda Locatelli ed il suo Chef Giorgio, anzi Re Giorgio (sempre per restare in tema) che prima di congedarci ci fa omaggio del suo libro che non poteva che chiamarsi… “Made in Italy Food and stories“.
                    
E poi lui, diciamocelo pure, è davvero mad (crazy, pazzo va!) per l’Italia pur essendo  il vero esempio di cittadino del mondo e di ambasciatore del buono.
De Gustibus Q.b

P.s. Se vi siete chiesti perchè bisogna andare fino a Londra per mangiare bene Italiano o ancora di più perché, dopo mesi, ci si ricorda di un pranzo fatto a migliaia di chilometri di distanza, vi consiglio di tenere sempre con voi l’indirizzo della Locanda. Solo trovandovi a Londra potrete scoprire il… Why!!!   
Contatti: Locanda Locatelli . 8 Seymour Street . London W1H 7JZ
(Le foto dei piatti sono tratte dal libro “Made in Italy food and stories” di Giorgio Locatelli)