Appunti di Viaggio – Noto

Oggi lunedi’ vacanziero, quasi in versione gita, con la scusa di “Primavera in Vigna” si va a Noto prima di andar per Cantine.

Il gruppo e’ ben assortito, oltre a me nella multipla ci sono in ordine (foto sopra) Samantha, Antonella, Luca, Andrea e Gianni.

La giornata e’ bellissima e calda e sotto un cielo piu’ che estivo ci addentriamo per le vie barocche del piccolo centro.

Le strade sono piene di turisti e scolaresche in gita e noi ci immedesimiamo e passeggiamo per la via principale, destinazione il Caffe’ Sicilia, autentico tempio di arte e scienza dolciaria.

Ci troviamo di fronte alla cattedrale, toglie il fiato la sua maestosita’, la scalinata e’ affollata e chiassosa ma nulla distoglie dall’incanto della bellezza Barocca della chiesa.

E’ la prima volta che la vedo svestita dalle impalcature, visto che per anni ed anni e’ stata in restrutturazzione e solo qualche anno fa e’ stata restituita alla sua gente.

Dentro, l’emozione e’ totalmente diversa, tutto in bianco, pavimenti chiari e moderni, pareti e tetti bianchi, molto minimal stile “SUSHI BAR”.

Continuiamo il nostro giro ma….il Caffe’ Sicilia e’ chiuso….mmmm…non ci voleva, gia’ pregustavamo una selezione di granite del buon Corrado Assenza, ma…ci dobbiamo accontentare di una finta granita acqua e zucchero in uno dei tanti bar del corso pronti a catturare i turisti…ma noi non abbiamo ne bermuda ne sandali, ma l’acqua e zucchero ci tocca lo stesso!!!

Poco distante rispetto al bar scorgiamo una piccola bottega “antica” ed “impolverata”, l’insegna recita “Artemisia”, entriamo incuriositi ed iniziamo perplessi a “leggere” il quadretto che ci si prospetta davanti.

Una signora e’ seduta sonnecchiante in mezzo alla bottega, uno strano signore dalla lunga barba esercita una serie di manipolazioni su di essa, soffiandole fra i capelli, contestualmente spiega le proprieta’ di un certo unguento ad un signore.

Ci viene detto che attorno alla donna e’ stato creato un campo magnetico e siamo invitati a non superarlo……una bella ragazza americana, chiede spiegazioni riguardo ad una crema-corpo, e lui, con fare forbito le chiede: you spik inglish?doich?french?e lei :Englisch; e lui con un misto di siciliano e italiano all’infinito, inizia a spiegare le infinite proprieta’ della crema, non ultima quella di essere molto afrodisiaca e “molto kamasutra”.

Gianni ci dice che non vuole piu’ muoversi da quella bottega e ci chiede di lasciarlo li e tornare a prenderlo dopo, tutti gli altri sono tra l’incredulita’ e la crisi di riso ma, Samantha e Antonella si prestano alla spalmata della crema-corpo.

Il campo magnetico ci ha avvolto un po  tutti e fra odori ed ampolle, barattoli ed erbe , dispiaciuti ci congediamo dal signor Muscoiona, lasciamo la signora bionda in semi-trans e ci dirigiamo verso la macchina.

La delusione per la mancata degustazione di granite e’ in parte stata mitigata dallo spettacolo della scienza erboristica al quale abbiamo assistito.

Un rapido passaggio per qualche negozio di souvenir dove assaggiamo le buonissime mandorle, e finalmente riesco a trovare le mini-cavagne per la ricotta che da tempo cercavo, qualche minuto di contrattazione con la signora del negozio e riesco a comprarne 14, cioe’ tutte quelle che aveva ad un buon prezzo, non so come le usero’ ma mi piacciono.

Sono le 12 e 30, circa un’ora fa dovevamo essere in cantina, siamo un po in ritardo sulla tabella di marcia, ma siamo rilassati…saliamo in macchina…destinazione cantina Planeta.

Conclusioni: La splendida cornice barocca di Noto contiene al suo interno un punto di riferimento per ogni gourmet: Il Caffe’ Sicilia, dello chef Corrado Assenza, e’ una tappa obbligata per chi passa da queste parti, una degustazione di granite (anche dai gusti piu’ strani, vedi basilico,gelato all’insalata di arance ecc.), una cassatela o un assaggio degli splendidi mieli e preparati del grande Corrado valgono il viaggio.

Una volta in zona non dimenticatevi di visitare l’erboristeria L’Artemisia del mitico Salvatore Muscoiona, al 107 di corso Vitt. Emanuele, proprio accanto al caffe’.

Nel laboratorio, avrete la possibilita’  di acquistare  creme, tisane,  unguenti e preparati, ma soprattutto potrete assistere ad uno spettacolo veramente Fantastico!!!

Prossimamente a Parigi

Quella che vedete sopra e’ l’insegna di  “Casa Sicilia”, importante e caratteristico negozio che, in una delle vie piu’ trafficate di Parigi,  espone i nostri prodotti tradizionali, dai mobili ai vasi di Caltagirone ai pupi Siciliani.

Ma questo non restera’ l’unico angolo di Sicilia presente nella capitale Francese, entro la fine di Maggio, infatti,  aprira’  i battenti un piccolo bar per i nostalgici isolani.

Il bar si chiamera’ “da ZAVOLA”, marchio creato dal franco-ragusano Luigi Stella e dalla sua dolce meta’ Iska, che insieme hanno iniziato questo bel progetto.

Il posto si trova nella rue Brochant, in una bella zona residenziale, e offrira’ un servizio ad ampio raggio, dalla colazione tipica Siciliana, al pranzo con  paste tipiche  e  semplici e leggere preparazioni, fino alla sera, quando il  locale si trasformera’ in un piccolo wine-bar dove si potranno degustare i formaggi ed i salumi della nostra terra.

  

Un grosso in bocca al lupo a Luigi ed Iska per il loro  progetto di Qualita’ e Passione.

 

Contatti: Da Zavola – 11, rue brochant – 75017 – Parigi

 

Ladurée – Parigi –

E’ una pasticceria fondata nel 1862, nata come piccola “patisserie” ed ormai divenuto un marchio prestigioso con corner nei  centri commerciali Parigini piu’ importanti.

La storica bottega si trova nella rue Royal, via elegante con bei negozi e grandi firme.

A qualsiasi ora e’ necessario fare un bel po di fila per accaparrarsi i famosissimi mini-macaron.

Bellissime confezioni in cui vengono sistemati i piccoli dolcetti, per comprare i quali si puo’ attendere anche un ora, nonostante la velocita’ degli addetti.

Con 15€ si puo’ comprare la scatolina da 6 mini, mentre per comprarne uno maxi ci vogliono 3,80€, sono preparati nei gusti piu’ svariati, cannella, vaniglia, limone ecc. e sono davvero buoni.

Per i gourmet che visitano Parigi e’ ormai una tappa obligata, per comprare un regalo da portare in patria o piu’ semplicemente per uno spuntino super-goloso.

 

 

Al-Ajami – Parigi –

Primo giorno, siamo un po stanchi ma non rinunciamo all’etnico che ci eravamo prefissi.

Libanese…super-consigliatoci da un amico di un amico, ex collaboratore di Ducasse e quindi persona affidabilissima, quindi contravvengo alla regola autoimpostami di non ascoltare consigli che non provengano da fonti sicure e conosciute (tipo Elisia che fino ad ora non ha mai sbagliato).

Ok, entriamo, un cameriere cortese e veloce ci accompagna al nostro tavolo, in veranda (o se volete in CABINA!), e mentre ci accomodiamo nello spazio a noi riservarto capiamo che la parola SPAZIO a Parigi ha un significato diverso da quello che si intende in Italia.

Iniziamo, niente menu’ in inglese, prendiamo il menu’ degustazione a 41€.

Ci arrivano delle buonissime olive e dei ravenelli come appetizer, e poi in sequenza una serie di hummus alle melanzane ed ai ceci decisamente con poco carattere e niente aglio, cosa che invece contraddistingue la cucina Libanese, un tambule’ freschissimo con prezzemolo e tanto limone ed uno sformato di lenticchie gialle all’aceto balsamico, il tutto accompagnato da ottimo pane, pappadoms e qualche samosa fritta con la carne ed il formaggio.

A seguire un misto di carne in una bella piadina ed i soliti dolci …molto dolci e lattosi.

Che dire, ancora una volta mi riprometto di non ascoltare troppo i consigli altrui riguardo ai ristoranti, ma, tutto sommato la serata e’ stata carina, l’ambiente e l’atmosfera molto rilassanti, certo il cibo non ci ha lasciato nessuna emozione( niente che assomigliasse anche solo lontanamente ai piatti del buon vecchio Elias, un tempo aperto a Catania ed ora trasferitosi dalle parti di Sigonella),tutto dal sapore un po’ tenue, forse troppo da turisti, be’ e’ andata, come detto spero sara’ un crescendo, domani andra’ sicuramente meglio.

Contatti: Al-Ajami – 58, rue Francois 1er – 75008 – Paris – tel 0142253844

 

Hotel Sant Augustin – Parigi –

            

Avete mai sentito parlare degli hotel Parigini???

E’ risaputo che a Parigi gli spazi sono molto piu’ ristretti che da noi cosi’ nei ristoranti, nei bar, negli hotel…si appunto negli hotel…non mi aspettavo chissa’ che cosa sapevo di trovare una piccola camera confortevole e ben arredata in posizione “strategica”.

Be’ quasi tutto e’ andato come previsto, la posizione dell’albergo e’ l’ideale per chi vuole girare la citta’ vicino ad una delle piu’ importanti stazioni del metro’ e quindi comodissima per ogni tipo di collegamento; arredamento moderno ed elegante, struttura da poco inaugurata e quindi nuova e pulita; la camera?…non piccola ma la piu’ piccola che io abbia mai visto nella mia vita, davvero spazi ridotti al minimissimo, con letto alla francese (per intenderci poco piu’ piccolo di una piazza e mezzo) schermo piatto che si discosta di qualche centimetro dal muro, quanto basta per sbatterci la schiena ogni volta che fai un passo.

Apparte gli spazi ed apparte la spiacevole situazione di aver assegnata una camera gia’ occupata (immaginate la sorpresa nell’aprire la porta e trovare valige e biancheria di ogni genere), la posizione fa si’ che questo sia un ottimo punto di partenza per il nostro tour.

 

Carnet de Voyage – Paris –

Proprio da qui parte il nostro tour gastronomico in terra francese, che vedra’ una serie di tappe con un crescendo (spero) di imput ed emozioni gustative, si …certo forse siamo partiti da troppo in basso ma Fiumicino non offre di meglio e, in attesa del nostro aereo per Parigi ci becchiamo STA PIZZA!!!

Dicevo,  l’idea per questi giorni sarebbe, oltre a fare il turista e rilassarmi un po, quella di visitare una serie di locali piu’ o meno STELLATI con diverse tipologie di servizio e di concezione.

Per martedi’ 8 che tra l’altro e’ il  giorno del mio compleanno,  ho una prenotazione allo chateaubriand di Inaki Izpetarte, giovane chef “bistronome”(?) di cui si dice un gran bene, mercoledi’ dedicato a Pierre Gagnaire, giovedi’ probabilmente L’Atelier de Joel Roubuchon, questo per quanto riguarda le cene, non so ancora dove andro’ oggi, ma sono in ballo tra un super Libanese consigliatomi da persona fidata e jain Francois Piegee.

Da aggiungere a questo programma, tempo permettendo, un passaggio a pranzo al Comptoir du Relais (a cena il primo posto utile era per ottobre 08) e al “La Gazzetta”.

Ok si parte, 2 ore e saremo a Parigi…